lunedì 27 marzo 2017

Il caso Spotlight (finale)


Il film termina con una lista di luoghi, sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo, nei quali la Chiesa cattolica è stata coinvolta nella copertura degli abusi perpetrati da preti; in seguito all'emersione dello scandalo il cardinale Bernard Francis Law è stato rimosso dal suo incarico a Boston e promosso alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, una delle più grandi ed importanti al mondo.


giovedì 23 marzo 2017

Cari genitori...


Dove iniziano (o finiscono) le responsabilità della scuola verso i propri alunni? A chi spetta insegnare determinati valori e buone maniere? In Italia, come nel resto del mondo, sono sempre più frequenti gli scontri tra genitori e insegnanti sui diritti e i doveri della scuola e dei bambini. Ed ecco che una scuola portoghese ha deciso di regolare queste periodiche diatribe una volta per tutte. Come? Affiggendo un cartellone a scuola, che ora sta facendo il giro del mondo. Il poster è stato postato anche sulla pagina Facebook della scuola e immancabilmente è diventato virale. 

Ecco il testo:

Vorremmo ricordarvi che parole magiche come ciao, prego, per favore, scusa e grazie devono essere apprese a casa.
Allo stesso modo, è a casa che i bambini devono imparare ad essere onesti, puntuali, diligenti, amichevoli e rispettosi verso il prossimo.
È a casa che imparano ad essere puliti, a non parlare con la bocca piena e a disporre dei rifiuti.
È a casa che imparano a essere ordinati, a prendersi cura delle proprie cose e a non toccare quelle degli altri.
A scuola, d’altra parte, si insegnano le lingue, la matematica, la storia, la geografia, la fisica, le scienze e l’educazione fisica. Noi rinforziamo l’educazione che i bambini ricevono a casa dai propri genitori.

 

mercoledì 22 marzo 2017

La casta dei sindacati


Non ci vuole nulla a creare una finta busta paga !!!

CGIL = CISL = UIL

Con questi stipendi, ovvio che fanno i loro interessi e non gli interessi dei lavoratori !!!

martedì 21 marzo 2017

Sei tu a decidere


Sei tu a decidere di essere felice..lo decidi quando tutto va a rotoli quando le persone che ami di piu' le hai perse in qualche modo o non hai saputo proteggerle..lo decidi mentre stai a guardare la tua vita che scorre come un fiume e non riesci a fermarla nei momenti piu' belli..e..tra una lacrima e un sorriso..tra respiri e sospiri..ti rendi conto che la felicita' in parole povere e' solo una decisione da prendere..dopo la migliore delle giornate e la peggiore delle nottate ti svegli e con occhi gonfi d'amore o di dolore sorridi al sole di un nuovo giorno...(Il Giardino delle FaVoLe)

sabato 18 marzo 2017

I 12 Segni Zodiacali













Mr. Robot (prima stagione in 6 minuti)

MR. ROBOT
 
Elliot Anderson, interpretato magistralmente da un allucinato Rami Malek, è un ragazzo molto intelligente, sensibile nonché estremamente introverso. Egli tende infatti ad erigere solidi muri intorno a sé che lo portano inevitabilmente all'isolamento sociale. Per evadere dalla dura realtà, estirpare le paranoie ed anestetizzare il proprio dolore esistenziale, fa quotidianamente uso di morfina. Ben conscio d'essere inibito dalla sostanza e lungi dal voler smettere di drogarsi, si limita a tenere a freno la dipendenza tramite il Suboxone. Il protagonista è un esperto informatico e nel tempo libero sfrutta infatti le proprie abilità per indagare nella sfera privata delle persone, giudicate dallo stesso come "computer da hackerare". Controllando minuziosamente mail, conti bancari, profili e cronologie, Elliot vuole scoprire la vera natura dei suoi bersagli al fine di denunciarli alla legge se da lui ritenuti malvagi.

Egli lavora come ingegnere informatico presso la AllSafe Security, azienda alle dirette dipendenze della E Corp, una potentissima multinazionale. Quest'ultima vanta un apparato espanso capillarmente in tutto il globo, tale da capitalizzare buona parte dell'economia mondiale. Non è però l'onesta e retta società con cui suole spacciarsi: un giorno i server dell'azienda vengono colpiti da un potente attacco informatico. Il protagonista agisce repentinamente sventando l'attentato all'ultimo secondo. Dopo aver fermato l'aggressione digitale nota un file riportante una parola: "fsociety.dat", la firma lasciata dal gruppo di hackers. Successivamente, in metropolitana, viene avvicinato da un uomo che si fa chiamare Mr. Robot, personaggio diretto e con chiari intenti insurrezionali che mirano ad abbattere i potenti, i corrotti e tutti coloro che antepongono il profitto personale al benessere dei cittadini. Egli, attraverso un incisivo discorso, esorta il protagonista ad unirsi alla causa del gruppo di hacktivisti chiamato Fsociety, lo stesso che aveva attentato ai server della multinazionale.

Tra distorte macchinazioni e diabolici intenti, Elliot dovrà decidere da che parte stare. Non sempre la giustizia è univoca: se da un lato, infatti, abbattendo la E Corp riuscirebbe a smascherare i potenti, dall'altro metterebbe in difficoltà brave persone, come la propria amica Angela che perderebbe così il lavoro. 
 

venerdì 17 marzo 2017

Laureata vs Diplomata

Sabina Berretta : catanese, dopo la laurea provò a entrare in università come custode. Ma non fu assunta. Poi, a 29 anni, vinse una borsa per il Mit di Boston. E non è più tornata indietro.

Valeria Fedeli : Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca...aveva detto che se vinceva il No....si sarebbe dimessa...invece è ancora lì...e non è neanche laureata.

W l'Italia !!!


giovedì 16 marzo 2017

Carta Igienica

 


Fareste a meno della carta igienica? A meno che non siate ecologisti incalliti (o incredibili zozzoni), la risposta è no. Eppure i rotoloni soffici, morbidi e resistenti come li conosciamo non esistono da sempre.

Dalla sabbia al rotolo. Dopo aver usato il gabinetto (un foro praticato in una roccia piatta), l’uomo del neolitico si detergeva nel più vicino ruscello. Ma gli archeologi non dicono cosa facesse nel gelo dell’inverno. Probabilmente foglie, ramoscelli, sassi non appuntiti.

Gli egizi si pulivano, sembra, con sabbia intrisa di oli profumati, mentre i popoli arabi e indiani si servivano della mano sinistra (ancora oggi è un insulto toccare un arabo o porgergli un oggetto con la sinistra, considerata impura). Si sa relativamente molto dei ricettacoli che i popoli antichi usavano per i loro bisogni, ma molto poco di come ci si pulisse dopo.

Pionieri della pulizia intima furono ancora una volta gli orientali: la prima apparizione di carta usata per pulirsi "lì" risale al XIV secolo, nella Cina dell'imperatore Zhu Yuanzhang. Ma, ahinoi, ci volle mezzo millennio prima che anche gli occidentali abbandonassero foglie, pezzi di vestiti, gomitoli di lana e fogli di giornale per cominciare a trattare con più delicatezza i propri "posteriori".


E se dovesse finire ? 



lunedì 13 marzo 2017

Lo scherzo a Fedez delle Iene


Il rapper preso di mira dall’amico J-Ax in tour in questi giorni con lui . Con l’aiuto delle Iene viene fatto credere a Fedez che la questura ha bloccato decine di migliaia di biglietti perché venduti attraverso il secondary ticketing. Quindi il rapper crede di essere nel bel mezzo di uno scandalo, oltre a fatto che si ritroverà con i palazzetti vuoti . Alla fine dello scherzo scoppia a piangere e sembra davvero colpito dalla situazione.


SCIEMTOLOGY

SCIEMTOLOGY

1. Io preferirei davvero che tu evitassi di comportarti come un asino bigotto "più-santo-di te" quando descrivi la mia spaghettosa bontà. Se qualcuno non crede in Me, pace, nessun problema! Dico davvero, non sono mica così vanitoso. E poi non stiamo parlando di loro, quindi non cambiare argomento!

2. Io preferirei davvero che tu evitassi di usare la Mia esistenza come motivo per opprimere, sottomettere, punire, sventrare, e/o, lo sai, essere meschino con gli altri. Io non richiedo sacrifici, e la purezza è adatta all'acqua potabile, non alle persone.

3. Io preferirei davvero che tu evitassi di giudicare le persone per come appaiono, o per come si vestono, o per come camminano, o, comunque, di giocare sporco, va bene? Ah, e ficcati questo nella tua testa dura: donna = persona. Uomo = persona. Tizio noioso = Tizio noioso. Nessuno è meglio di un altro, a meno che non stiamo parlando di moda e, mi spiace, ma ho dato questo dono alle donne e a qualche uomo che capisce la differenza fra magenta e fucsia.

4. Io preferirei davvero che tu evitassi di assumere comportamenti che offendano te stesso, o il tuo partner consenziente, maggiorenne e mentalmente maturo. Per chiunque avesse qualcosa da obiettare, penso che l’espressione corretta sia "Andate a farvi f******", a meno che tale espressione non sia ritenuta troppo offensiva. Nel qual caso possono spegnere la TV e andare a farsi una passeggiata, tanto per cambiare.

5. Io preferirei davvero che tu evitassi di sfidare, a stomaco vuoto, le idee odiose, bigotte e misogine degli altri. Mangia, e solo dopo prenditela con gli s******.

6. Io preferirei davvero che tu evitassi di erigere chiese/templi/moschee/santuari multimilionari in onore della mia spaghettosa bontà, perché tali soldi potrebbero essere meglio spesi per (fai la tua scelta):

A. Sconfiggere la povertà
B. Curare le malattie
C. Vivere in pace, amare con passione, e ridurre il prezzo delle pay-Tv. Posso anche essere un essere onnisciente dai carboidrati complessi, ma apprezzo le cose semplici della vita. Dovrei saperlo, No? Io SONO il Creatore!

7. Io preferirei davvero che tu evitassi di andare in giro raccontando alla gente che ti ho parlato. Non sei mica così importante. Finiscila! E poi ti ho detto di amare il tuo prossimo, mi capisci o no?

8. Io preferirei davvero che tu evitassi di fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te se sei uno che apprezza, ehm, cose che fanno largo uso di pelle/lubrificanti. Se anche l'altra persona le apprezza (purché si rispetti il quarto punto), allora dateci dentro, fatevi foto, e, per l'amor di Mike, indossate un preservativo! In tutta onestà, è un pezzo di gomma. Se non avessi voluto che fosse piacevole farlo, avrei aggiunto delle spine, o qualcos'altro. 




sabato 11 marzo 2017

Ospedali Italiani

 

Quinto piano...reparto ortopedia....sala d'attesa....
Ospedale S. Paolo Bari...



"Si parla spesso e volentieri di un servizio sanitario carente, che funziona male, non in grado di farsi carico della persona in quanto tale. Io ho fortunatamente vissuto l’esperienza opposta"....mi dispiace che una struttura dopo 37 anni....stia in queste condizioni e non per colpa di noi cittadini....

Di chi è la colpa ?


Lettera del ragazzo di trent'anni che si è suicidato a Udine...


"Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.
Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.
Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.
Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia.
Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.
A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.
Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.
Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione.
Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.
Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno.
Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.
Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri.
Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.
Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene.
Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.
P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.
Ho resistito finché ho potuto."

Ti ripeto la domanda: di chi è la colpa ?

DI TUTTI NOI CHE NON FACCIAMO NULLA !!!


venerdì 10 marzo 2017

FESTA DELLA DONNA E NON DELLA....


Ecco 8 cose da non fare assolutamente l'8 Marzo :
  1. Andare con le amiche a una serata di striptease.
  2. Pretendere un regalo per l'occasione.
  3. Fare scenate isteriche se non si ricevono gli auguri.
  4. Lanciarsi in discussioni sui diritti delle donne senza saperne granché ma solo per non fare figuracce.
  5. Lamentarsi di non aver ricevuto un mazzo di mimose.
  6. Lamentarsi di aver ricevuto un mazzo di mimose.
  7. Strumentalizzare il valore storico alla festa della donna per sfruttare quello commerciale.
  8. Scambiarla per un'occasione di emancipazione in cui ci si può comportare con l'arroganza maschile. 

giovedì 9 marzo 2017

Gli ingegneri che crearono la vita sulla Terra


Se come molti hanno fatto avete archiviato Prometheus come un film mal riuscito, deludente e sconclusionato, forse potreste essere indotti a ripensarci.
Alcune dichiarazioni di Ridley Scott e un lungo articolo del blogger Cavalorn fanno discutere e ripensare alla pellicola con un po' più di attenzione.
L'articolo di Cavalorn ha l'obiettivo di evidenziare il vero tema del film, e ci riesce in modo abbastanza convincente. Secondo Cavalorn, Prometheus mette una di fronte all'altra due filosofie di vita: da una parte gli ingegneri, come il mitologico Prometeo creatori di vita e pronti a sacrificarsi in nome della vita; dall'altra gli xenomorfi, distruttori, pronti a uccidere qualunque essere vivente per preservare se stessi.
La visione degli Ingegneri quindi è del tutto positiva. Essi sono rappresentati dall'individuo delle scene iniziali, che sacrifica se stesso per creare la vita su un mondo vergine (che può essere la Terra, o un qualsiasi altro pianeta). Il concetto di sacrificarsi per gli altri ritorna più volte, dalla scultura sul tetto della caverna (con una donna il cui ventre è aperto nella nascita dei figli) al sacrificio del capitano della nave e degli altri due membri dell'equipaggio.
Cavelorn nota che nel film non viene detto chiaramente cosa abbia sterminato gli ingegneri di LV-223, ma si sa quando: circa 2000 anni fa. Allora, sappiamo che gli Ingegneri hanno probabilmente creato la vita sulla Terra e "accudito" gli esseri umani fino a una certa epoca; poi, a un tratto, hanno deciso che era necessario distruggerli e hanno approntato LV-223, per essere però spazzati via prima di poter adempiere alla loro missione di sterminio.




Il prologo e il sacrificio del primo Ingegnere potrebbe NON essere ambientato sulla Terra
 
Molti detrattori della pellicola hanno comunque subito il fascino del bellissimo prologo iniziale, una sequenza di grande impatto cullata da uno splendido tema sonoro, che si conclude con il sacrifico dell’Ingegnere. Dalla sua scomposizione molecolare, in seguito alla sorsata del misterioso liquido bevuto, Ridley Scott fa capire che la vita organica prende forma in quel determinato mondo.
Tutti abbiamo pensato che si potesse trattare del pianeta Terra, ma il regista ha una visione ancora più ampia del prologo. Ecco le sue parole:
All’inizio del film c’è una sequenza che parla della creazione. È una donazione, nel senso che il peso e la costruzione del DNA di queste creature è al di là di quello che possiamo immaginare. Non è necessario che sia ambientata sulla Terra, potrebbe trattarsi di un luogo qualsiasi. Potrebbe essere un qualsiasi pianeta. Quello che sta facendo è comportarsi come un giardiniere nello spazio. E per impiantare la vita, deve disintegrare se stesso. Se fai una comparazione tra quella idea con altri elementi sacrificali nella storia – che sono chiaramente illustrati con i Maya e gli Incas – avrebbe vissuto per un anno come un principe, e alla fine di quell’anno, sarebbe stato preso e donato agli dei nella speranza di migliorare ciò che potrebbe accadere il prossimo anno, che sia il raccolto o il meteo, eccetera.

martedì 7 marzo 2017

Taci, la CIA ti spia !!!


Wikileaks ha diffuso migliaia di documenti riservati della Cia su un programma di hackeraggio, attraverso un 'arsenale' di malware e di cyber-armi. Con tali strumenti la Cia sarebbe in grado di controllare i telefoni di aziende americane ed europee, come l'iPhone della Apple, gli Android di Google e Microsoft, e persino i televisori Samsung, utilizzandoli come microfoni segreti.

Wikileaks ha anche annunciato su Twitter di aver pubblicato migliaia di documenti che - secondo l'organizzazione fondata da Juliane Assange - provengono dal Center for Cyber Intelligence della Cia. Di recente - spiega Wikileaks - la Cia ha perso il controllo di gran parte del suo cyber-arsenale, compresi malware e virus di ogni genere. "Questa straordinaria collezione - spiega l'organizzazione di Assange - che conta diverse centinaia di milioni di codici, consegna ai suoi possessori l'intera capacita' di hackeraggio della Cia". "L'archivio - si spiega ancora - e' circolato senza autorizzazione tra ex hacker e contractor del governo Usa, uno dei quali ha fornito a Wikileaks una parte di questa documentazione".

Dai documenti diffusi da Wikileaks emerge anche che il consolato americano a Francoforte è usato come base sotto copertura dagli hacker della Cia, che avrebbero coperto da Francoforte l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa


La preoccupazione era emersa già due anni fa, ma era stata liquidata come una paranoia. E invece non lo è affatto. Siamo seduti in soggiorno a goderci un film. Una tv smart campeggia nel nostro salotto e noi siamo lì nell'intimità della nostra casa, parliamo o ceniamo, ci confidiamo, convinti che nessuno possa scalfire quel momento nostro. E invece no. I file rivelano che fin dal 2014, la Cia è in grado di impiantare software malevolo (malware) nelle tv smart collegate al web. Il modello citato esplicitamente nei documenti è quello di uno dei più famosi marchi. Il malware permette all'Agenzia di catturare le conversazioni che avvengono all'interno della stanza in cui si trova lo schermo. E' la prima certezza dello sfruttamento ai fini della violazione della privacy dell'"internet delle cose": la serie di elettrodomestici e dispositivi che usiamo nella vita di tutti i giorni e che non sono più "stupidi" oggetti semplicemente collegati a un filo elettrico, ma hanno sensori e programmi in grado di farli operare in internet. Quella stessa rete che li rende intelligenti, li rende anche vulnerabili alle spie.


lunedì 6 marzo 2017

Il mito della caverna di Platone

 

fonte Wikipedia

Si immaginino dei prigionieri che siano stati incatenati, fin dalla nascita, nelle profondità di una caverna. Non solo le membra, ma anche testa e collo sono bloccati, in maniera che gli occhi dei malcapitati possano solo fissare il muro dinanzi a loro.

Si pensi, inoltre, che alle spalle dei prigionieri sia stato acceso un enorme fuoco e che, tra il fuoco ed i prigionieri, corra una strada rialzata. Lungo questa strada sia stato eretto un muretto lungo il quale alcuni uomini portano forme di vari oggetti, animali, piante e persone. Le forme proietterebbero la propria ombra sul muro e questo attirerebbe l'attenzione dei prigionieri. Se qualcuno degli uomini che trasportano queste forme parlasse, si formerebbe nella caverna un'eco che spingerebbe i prigionieri a pensare che questa voce provenga dalle ombre che vedono passare sul muro.

Mentre un personaggio esterno avrebbe un'idea completa della situazione, i prigionieri, non conoscendo cosa accada realmente alle proprie spalle e non avendo esperienza del mondo esterno (incatenati fin dall'infanzia), sarebbero portati ad interpretare le ombre "parlanti" come oggetti, animali, piante e persone reali.

Si supponga che un prigioniero venga liberato dalle catene e sia costretto a rimanere in piedi, con la faccia rivolta verso l'uscita della caverna: in primo luogo, i suoi occhi sarebbero abbagliati dalla luce del sole ed egli proverebbe dolore. Inoltre, le forme portate dagli uomini lungo il muretto gli sembrerebbero meno reali delle ombre alle quali è abituato; persino se gli fossero mostrati quegli oggetti e gli fosse indicata la fonte di luce, il prigioniero rimarrebbe comunque dubbioso e, soffrendo nel fissare il fuoco, preferirebbe volgersi verso le ombre.

Allo stesso modo, se il malcapitato fosse costretto ad uscire dalla caverna e venisse esposto alla diretta luce del sole, rimarrebbe accecato e non riuscirebbe a vedere alcunché. Il prigioniero si troverebbe sicuramente a disagio e s'irriterebbe per essere stato trascinato a viva forza in quel luogo.

Volendo abituarsi alla nuova situazione, il prigioniero riuscirebbe inizialmente a distinguere soltanto le ombre delle persone e le loro immagini riflesse nell'acqua; solo con il passare del tempo potrebbe sostenere la luce e guardare gli oggetti stessi. Successivamente, egli potrebbe, di notte, volgere lo sguardo al cielo, ammirando i corpi celesti con maggior facilità che di giorno. Infine, il prigioniero liberato sarebbe capace di vedere il sole stesso, invece che il suo riflesso nell'acqua, e capirebbe che:

« è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile e ad essere causa, in certo modo, di tutto quello che egli e suoi compagni vedevano. »

Resosi conto della situazione, egli vorrebbe senza dubbio tornare nella caverna e liberare i suoi compagni, essendo felice del cambiamento e provando per loro un senso di pietà: il problema, però, sarebbe proprio quello di convincere gli altri prigionieri ad essere liberati. Infatti, dovendo riabituare gli occhi all'ombra, dovrebbe passare del tempo prima che il prigioniero liberato possa vedere distintamente anche nel fondo della caverna; durante questo periodo, molto probabilmente egli sarebbe oggetto di riso da parte dei prigionieri, in quanto sarebbe tornato dall'ascesa con "gli occhi rovinati". Inoltre, questa sua temporanea inabilità influirebbe negativamente sulla sua opera di convincimento e, anzi, potrebbe spingere gli altri prigionieri ad ucciderlo, se tentasse di liberarli e portarli verso la luce, in quanto, a loro dire, non varrebbe la pena di subire il dolore dell'accecamento e la fatica della salita per andare ad ammirare le cose da lui descritte.

Nel mito della caverna la luce del fuoco rappresenta la conoscenza, gli uomini sul muricciolo le cose come realmente sono (la verità), mentre la loro ombra rappresenta l'interpretazione sensibile delle cose stesse (l'opinione). Gli uomini incatenati rappresentano la condizione naturale di ogni individuo, condannato a percepire l'ombra sensibile (l'opinione) dei concetti universali (la verità), ma Platone insegna come l'amore per la conoscenza (la filosofia stessa) possa portare l'uomo a liberarsi delle gabbie incerte dell'esperienza comune e raggiungere una comprensione reale e autentica del mondo.

domenica 5 marzo 2017

If you can dream it you can do it

 
Se puoi sognarlo puoi farlo !!!

"Il tuo click al blog è il dono più prezioso che tu possa avermi fatto e ti ringrazio per aver condiviso i miei pensieri.

Il mio sogno più grande è quello di potenziare questo blog, anche grazie al tuo contributo. Questo è il regalo che puoi farmi e per questo ti ringrazio in anticipo."


 

sabato 4 marzo 2017

Killing in the name - Uccidere Per Conto Di Qualcuno

 

Uccidere Per Conto Di Qualcuno
Uccidere per conto di qualcuno!Alcuni poliziotti sono gli stessi che bruciano le croci
(ripetuto)
Uccidere per conto di qualcuno!
Uccidere per conto di qualcuno
E ora fai quello che ti dicono
(ripetuto)
Ma ora fai quello che ti dicono
Beh ora fai quello che ti dicono
Quelli che sono morti sono giustificati, per aver indossato l'emblema della nazione, sono i bianchi eletti
Tu giustifichi quelli che sono morti indossando l'emblema della nazione, sono i bianchi eletti
Quelli che sono morti sono giustificati, per aver indossato l'emblema della nazione, sono i bianchi eletti
Tu giustifichi quelli che sono morti indossando l'emblema della nazione, sono i bianchi eletti
Alcuni poliziotti sono gli stessi che bruciano le croci
(ripetuto)
Uccidere per conto di qualcuno!
Uccidere per conto di qualcuno
E ora fai quello che ti dicono
(ripetuto)
E ora fai quello che ti dicono, ora sei sotto controllo
(ripetuto)
E ora fai quello che ti dicono!
Quelli che sono morti sono giustificati, per aver indossato l'emblema della nazione, sono i bianchi eletti
Tu giustifichi quelli che sono morti indossando l'emblema della nazione, sono i bianchi eletti
Quelli che sono morti sono giustificati, per aver indossato l'emblema della nazione, sono i bianchi eletti
Tu giustifichi quelli che sono morti indossando l'emblema della nazione, sono i bianchi eletti
Tu giustifichi quelli che sono morti indossando l'emblema della nazione, sono gli eletti bianchi
Forza!
Fottiti, non farò quello che mi dici
Fottiti, non farò quello che mi dici!
(ripetuto)
Figlio di puttana!



Killing in the name of!
Some of those that work forces, are the same that burn crosses
Some of those that work forces, are the same that burn crosses
Some of those that work forces, are the same that burn crosses
Some of those that work forces, are the same that burn crosses
Killing in the name of!
Killing in the name ofAnd now you do what they told ya
But now you do what they told ya
Well now you do what they told yaThose who died are justified, for wearing the badge, they're the chosen whites
You justify those that died by wearing the badge, they're the chosen whites
Those who died are justified, for wearing the badge, they're the chosen whites
You justify those that died by wearing the badge, they're the chosen whites
Some of those that work forces, are the same that burn crosses
Some of those that work forces, are the same that burn crosses
Some of those that work forces, are the same that burn crosses
Some of those that work forces, are the same that burn crosses
Killing in the name of!
Killing in the name of
And now you do what they told ya
And now you do what they told ya, now you're under control
And now you do what they told ya!
Those who died are justified, for wearing the badge, they're the chosen whites
You justify those that died by wearing the badge, they're the chosen whites
Those who died are justified, for wearing the badge, they're the chosen whites
You justify those that died by wearing the badge, they're the chosen whites
Come on!Fuck you, I won't do what you tell me
Fuck you, I won't do what you tell me!
Motherfucker!

venerdì 3 marzo 2017

Vivo per lavorare o lavoro per vivere ?


"Vivo per lavorare o lavoro per vivere?"

Io penso che "vivere per lavorare" si riferisca a quelle persone per cui tutto diventa un dovere, quelle che per forza devono sempre sentirsi utili, che stanno sempre a dirigere o a prendere ordini e poi quando hanno un momento di pace nemmeno se lo godono.


Semplicemente nella mia vita voglio avere un tot % di tempo per lavorare, fare qualcosa di utile per la società magari, ma senza eccedere, per avere quel che mi basta a finanziare i miei hobby, io sono per lavorare 40 ore settimanali e poi riposare, anche se mi propongono di fare straordinario o peggio bruciarmi il giorno di riposo sfruttando la banca ore.