giovedì 30 luglio 2015

Oblio

 

«Verrà un tempo» ho detto «in cui tutti noi saremo morti. Tutti. Verrà un tempo in cui non ci saranno esseri umani rimasti a ricordare che qualcuno sia mai esistito o che la nostra specie abbia mai fatto qualcosa. Non ci sarà rimasto nessuno a ricordare Aristotele o Cleopatra, figuriamoci te. Tutto quello che abbiamo fatto, costruito, scritto, pensato o scoperto sarà dimenticato, e tutto questo» – ho fatto un gesto che abbracciava la stanza – «non sarà servito a niente. Forse quel momento sta per arrivare o forse è lontano milioni di anni, ma anche se noi sopravvivessimo al collasso del nostro sistema solare non sopravvivremmo per sempre. È esistito un tempo prima che gli organismi prendessero coscienza, e ce ne sarà uno dopo. E se l’inevitabilità dell’oblio umano ti preoccupa, ti incoraggio a ignorarla. Sa il cielo se non è quello che fanno tutti.»

L'oblio rappresenta la dimenticanza intesa come fenomeno non temporaneo, non dovuto a distrazione o perdita temporanea di memoria, ma come stato più o meno duraturo, come scomparsa o sospensione del ricordo con un particolare accento sullo stato di abbandono del pensiero e del sentimento. Da non confondersi con il concetto di amnesia, in quanto non condivide con questo la durata del fenomeno, tipicamente temporanea nell'amnesia, né il carattere di abbandono della volontà e del sentimento tipico dell'oblio.

In Filosofia :

Il tema dell'oblio è rintracciabile nella storia della filosofia a partire da Platone, il quale fonda interamente la sua dottrina sul concetto di anamnesi o reminiscenza delle idee.
Le nostre conoscenze, secondo Platone, non derivano dall'esperienza, ma sembrano basarsi su forme e modelli geometrici che non trovano riscontro nella realtà fenomenica quotidiana; non esistono infatti i numeri in natura. Quei modelli matematici, che egli chiama appunto Idee, devono risultare pertanto da un processo di reminiscenza con cui giungono a risvegliarsi gradualmente nel nostro intelletto. Come si può notare, questa concezione presuppone l'innatismo della conoscenza, la quale presuppone a sua volta l'immortalità dell'anima, o meglio la sua reincarnazione (o metempsicosi), dottrina che Platone riprende probabilmente dalla tradizione orfica e pitagorica.
Secondo questa dottrina, una volta che l'anima umana si separi dal corpo in seguito alla morte ha la possibilità di tornare a contemplare l'Iperuranio, sede delle idee, per assorbirne la sapienza, prima di rinascere in un altro corpo.
Chi è ritornato subito sulla terra si reincarnerà come una persona ignorante o comunque lontana dalla saggezza filosofica, mentre coloro che sono riusciti a contemplare l'Iperuranio per un tempo più lungo rinasceranno come saggi e come filosofi. I primi saranno più facilmente soggetti all'oblio, ovvero alla dimenticanza e all'ignoranza, che li porterà a scambiare le apparenze sensibili per la vera realtà. I potenziali filosofi invece conserveranno dentro di sé qualche bagliore che, se opportunamente stimolato, potrà provocare in loro la scintilla del ricordo, attraverso intuizioni e lampi improvvisi, invitandoli alla ricerca della vera sapienza. Come Platone stesso suggerisce in numerosi passi, anche per i filosofi è impossibile recuperare completamente la reminiscenza del mondo delle Idee. La conoscenza della verità è propria solo degli dèi, che l'osservano sempre. I filosofi tuttavia non la desidererebbero con tanta forza se non l'avessero già vista prima di incarnarsi, e non fossero certi in qualche modo della sua esistenza.
Il tema platonico dell'oblio si connette in proposito con quello di inconscio, nozione introdotta per la prima volta da Platone, che parla di saggezza offuscata, ma non cancellata del tutto. Si tratta di un oblio delle idee, rimaste sepolte e dimenticate nell'inconscio dell'anima, che è vissuto drammaticamente dal filosofo come una grave perdita. Egli descrive la triste condizione dell'oblio soprattutto nel , dove gli uomini sono condannati a vedere soltanto le ombre del vero, e condannano i pochi illuminati che, usciti fuori dalla caverna, intendono svelare loro la luce del sole.

«Sono innamorato di te, e non sono il tipo da negare a me stesso il semplice piacere di dire cose vere. Sono innamorato di te, e so che l'amore non è che un grido nel vuoto, e che l'oblio è inevitabile, e che siamo tutti dannati e che verrà un giorno in cui tutti i nostri sforzi saranno ridotti in polvere, e so che il sole inghiottirà l'unica terra che avremo mai, e sono innamorato di te.»

John Green - Colpa delle stelle


mercoledì 29 luglio 2015

Nessuna società vuole che tu diventi saggio.


Nessuna società vuole che tu diventi saggio.

E’ contro l’investimento di tutte le società.
Se le persone sono saggie non possono essere sfruttate.
Se sono intelligenti, non possono essere sottomesse.
Non possono essere costrette ad una vita meccanica.
A vivere come robot.

Si manifesteranno.
Vorranno manifestare la loro individualità.
Saranno sempre circondate da un profumo di ribellione.
Vorranno vivere in libertà.

La libertà viene con la saggezza e nessuna società vuole che la gente sia libera.
Le società comuniste, le società fasciste, le società capitaliste, indù, musulmana, cristiana, nessuna società.

Perché nel momento in cui gli individui iniziano ad utilizzare la loro intelligenza diventano pericolosi.

Pericolosi per il sistema.
Pericolosi per le persone che sono al potere.
Pericolosi per gli abbienti.
Pericolosi per tutti i tipi di oppressione, sfruttamento, soppressione.
Pericolosi per le chiese.
Pericolosi per gli stati.
Pericolosi per le nazioni.

In effetti, un uomo saggio è come un fuoco, un leone… una fiamma!
Ma non può vendere la sua vita.
Non potrà più servirli.

Preferirà piuttosto morire che essere schiavo.

Osho


lunedì 27 luglio 2015

Silentium


Conoscere, Osare, Volere e in silenzio stare...

...queste sono le quattro qualità del Mago e della Strega.

Per osare dobbiamo conoscere, per volere dobbiamo osare. Dobbiamo avere volontà per praticare la Magia e, per regnare, dobbiamo stare in silenzio (l'antica regola del SILENTIUM).

Conoscere perchè dobbiamo ripulirci dalle inutili nozioni figlie della superstizione che ci confondono la mente, per aprire la nostra mente e farci accettare i doni della vera conoscenza magica che vogliamo apprendere.
Non dobbiamo aver paura di guardare dentro noi stessi e mettere in discussione noi e ciò che noi oggi crediamo erroneamente come verità. Non si deve aver paura di cambiare pelle.
Procedere su questa strada significa mettere in opera anche gli insegnamenti degli antichi e saggi alchimisti che con la formula del ViTRIOLUM ci indicarono la via.

Bisogna studiare, sapere che cosa stiamo per fare, conoscere la materia Magica, altrimenti cio' che facciamo sara' inutile.
Magia (quella vera) è sinonimo di conoscenza delle leggi che regolano la natura e l'universo per poterle modificare con la nostra volontà.
Non si può pensare di diventare maghi in poco tempo perchè la strada dell'apprendimento è lunga quanto la nostra permanenza su questo mondo. Per diventare maghi e streghe dobbiamo lavorare duramente, leggere e rileggere ancora, per educare quella parte nascosta che vive dentro di noi a riemergere di nuovo.

Osare perchè dobbiamo avere il coraggio di superare la nostra personale ignoranza e le idee obsolete. Solo allora acquisiremo la forza necessaria per percorrere il nostro cammino ed agire come si deve, sapendo che cosa si fa, come lo si fa, quando lo si fa e avendo un grande desiderio di farlo.
Dobbiamo imparare ad osare sapendo che possiamo farlo.
Volere, perchè senza volontà la nostra magia è destinata a fallire.
Perchè i nostri sforzi abbiano successo, dobbiamo desiderare a tal punto un’ obbiettivo da diventare un tutt’uno con esso e, in fine, stare in silenzio.
Dobbiamo acquisire quella qualità speciale che è la pace e la quiete interiore e coltivarla dentro di noi.

Solo allora riusciremo ad udire la voce delle cose, della natura e la voce interiore; attraverso la meditazione e la visualizzazione.
Secondariamente si deve rimanere in silenzio per rispetto sia delle persone che non vogliono essere istruite (e non lo saranno mai) su questi argomenti, persone che non comprendono e che non troveranno mai la strada per la Magia, e sia per proteggere noi stessi da queste stesse persone che fraintenderebbero e di conseguenza ci recherebbero danno.

Ma restiamo in silenzio anche per difendere le antiche tradizioni della Magia che non devono essere divulgate o interamente o in parte a coloro che non hanno occhi per vedere.

Non ostentare ma con discrezione tacere.

Il vero Mago e la vera Strega si confondono tra la gente, non portano vesti con i lustrini o cappelloni con le stelle o strani pendagli al collo. E nemmeno sbandierano ai 4 venti la loro natura.

Il vero Mago e la vera Strega non si devono riconoscere dall'aspetto esteriore ma caso mai dalla tranquilla aria di positività che si prova stando con essi.

venerdì 24 luglio 2015

Lavorare per vivere o vivere per lavorare ?

  

Lavorare per vivere o vivere per lavorare ?


Migliore risposta web : 

Ormai, oggi come oggi, purtroppo, si vive per lavorare. Volenti o nolenti, tutto ruota attorno al lavoro che nel più delle volte non è sufficiente a mantenere una famiglia, magari non è neanche ciò che desideravamo svolgere (per il quale, per di più, avevamo indirizzato anche il nostro percorso di studi - di scuola media superiore e università - ), che ci da mille magagne, per cui ci becchiamo malattie, ecc... 

Per il tipo di società in cui viviamo (in cui, a momenti, devi pagare pure per respirare l aria) il lavoro è necessario, quindi non ha molto senso chiedersi se viviamo per lavorare o lavoriamo per vivere: dobbiamo lavorare e basta!! Eppure una volta si poteva trovare una grande gratificazione nella propria mansione (in alcuni casi, pochi, anche oggi), purtroppo oggi, con la scomparsa (quasi) dell artigianato, soppiantato dalla produzione di massa, i lavoratori sanno che hanno bisogno di lavorare ma non traggono quasi più piacere nel farlo (come la dipendenza da una droga alla fine...) 


mercoledì 22 luglio 2015

L'asino e il pozzo...


VI RACCONTO UN FAVOLA...

C'era una volta un asino di un contadino.
Un giorno l'asino cadde in un pozzo.
Il povero animale pianse ininterrottamente per ore.
Il contadino affranto dai lamenti dell'asino voleva tirarlo fuori.
Ma dopo inutili sforzi e tentativi, pensò di lasciar perdere:
l'animale era vecchio e il pozzo secco.
Decise quindi di lasciare l'asino sottoterra
e di chiudere il pozzo ormai privo di acqua.
Chiese così aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo.
Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra
che gli piovevano dal cielo, capì le intenzioni degli esseri umani
e scoppiò in un pianto irrefrenabile.
Ma all'improvviso smise di piangere, suscitando lo stupore di tutti.
Passarono le ore, le zolle di terra venivano buttate velocemente
fin quasi a ricoprire il pozzo interamente.
Finalmente il contadino ebbe il coraggio di guardare in fondo al pozzo
e rimase sorpreso per quello che vide.
L'asino era ancora lì: utilizzava ogni palata di terra che riceveva sulla testa
come un gradino, la scrollava di dosso e la lasciava alle sue spalle.
Man mano che i contadini gli gettavano le zolle di terra,
saliva sempre di più e si avvicinava al bordo del pozzo.
Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino,
l'asino riuscì ad uscire dal pozzo con un grande balzo.
Cominciò così a trottare felice.
Con le pale in mano i contadini rimasero a guardare lo spettacolo
ed erano talmente allibiti che non erano capaci di dire nulla.

La vita ci butta terra di tutti i tipi e ci affonda in pozzi neri e profondi.
Il segreto per uscire più forti dal pozzo è scuotersi la terra di dosso
e fare un passo verso l'alto.
Ognuno dei nostri problemi si trasformerà in un gradino che ci condurrà verso l'alto.
Nei momenti più duri e tristi, possiamo risollevarci,
lasciando alle nostre spalle i problemi più grandi,
anche se nessuno ci dà una mano per aiutarci.
Unica condizione: non darsi mai per vinti...

giovedì 16 luglio 2015

Un uomo senza religione è come un pesce senza bicicletta ?


Un uomo senza religione è come un pesce senza bicicletta ?

Miglior risposta sul web :

Si, credo proprio di sì, ma è un pesce tampinato in continuazione perchè si procuri il piacere di comprarla. 
Ci sono spot propagandistici delle religioni su tutti i giornali e tutte le TV, non puoi fare due passi senza incontrare simboli religiosi recenti e antichi, poi ci si mettono pure i libri, gli insegnanti di religione nelle scuole, le benedizioni pasquali, la messa di mezzanotte, per non dire della pubblicità subliminale in tutte le trasmissioni, nell'arte figurativa, nella musica, nella poesia e perfino nei gioielli d'oro e di diamanti.
Conosco poveri pesci circondati e conculcati a comprarsi la bicicletta che hanno ceduto e ora quelle biciclette stanno ad arrugginire sott'acqua, ma quei poveri pesci si sentono a posto avendo pagato il dazio.



Io sono un pesce che la bicicletta l'ha comprata subito volentieri, poichè sono sempre stato curioso e voglio provare personalmente tutto.Però fatto qualche giro di prova me ne sono liberato quasi subito, nei bidoni per il riciclaggio dei rifiuti speciali.


giovedì 9 luglio 2015

Il Male è assenza di Bene o il Bene è assenza di Male ?


Durante una lezione, un professore lanciò una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda:

“Dio creò tutto quello che esiste? “ ”Un alunno rispose con coraggio:” Sì, Lui creò tutto… “
“Realmente Dio creò tutto quello che esiste?” domandò di nuovo il maestro.

Sì signore, rispose il giovane.

Il professore rispose: “Se Dio ha creato tutto quello che esiste, Dio ha fatto anche il male, visto che esiste il male! E se stabiliamo che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, Dio è cattivo!”

Il giovane ammutolì di fronte alla risposta del maestro, inorgoglito per aver dimostrato, ancora un volta, che la fede era un mito.

Un altro studente alzò la mano e disse: “Posso farle una domanda, professore?”
“Logico, fu la risposta del professore.

Il giovane si alzò e chiese:” Professore, il freddo esiste?”

“Però che domanda è questa?… Logico che esiste, o per caso non hai mai sentito freddo?”
Il ragazzo rispose: “ In realtà, signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della Fisica, quello che consideriamo freddo, in realtà è l’assenza di calore. Ogni corpo o oggetto lo si può studiare quando possiede o trasmette energia; il calore è quello che permette al corpo di trattenere o trasmettere energia. Lo zero assoluto è l’assenza totale di calore; tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, però il freddo non esiste. Abbiamo creato questa definizione per descrivere come ci sentiamo quando non abbiamo calore ”.

“E,… esiste l’oscurità?”, continuò lo studente. Il professore rispose: “Esiste”.

Il ragazzo rispose: “Neppure l’oscurità esiste. L’oscurità, in realtà, è l’assenza di luce. La luce la possiamo studiare, l’oscurità, no! Attraverso il prisma di Nichols, si può scomporre la luce bianca nei suoi vari colori, con le sue differenti lunghezze d’onda. L’oscurità, no!… Come si può conoscere il grado di oscurità in un determinato spazio? In base alla quantità di luce presente in quello spazio. L’oscurità è una definizione usata dall’uomo per descrivere il grado di buio quando non c’è luce”. Per concludere, il giovane chiese al professore: “Signore, il male esiste?”

E il professore rispose: “Come ho affermato all’inizio, vediamo stupri, crimini, violenza in tutto il mondo. Quelle cose sono del male”

Lo studente rispose: “ Il male non esiste, Professore, o per lo meno non esiste da se stesso. Il male è semplicemente l’assenza di bene… Conformemente ai casi anteriori, il male è una definizione che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio. Dio non creò il male…
Il male è il risultato dell’assenza di Dio nel cuore degli esseri umani. Lo stesso succede con il freddo, quando non c’è calore, o con l’oscurità, quando non c’è luce“.

Il giovane fu applaudito da tutti in piedi, e il maestro, scuotendo la testa, rimase in silenzio.
Il rettore dell’Università, che era presente, si diresse verso il giovane studente e gli domandò: “Qual è il tuo nome?” La risposta fu: “Mi chiamo Albert Einstein”.

Prima di pensare al discorso vero e proprio e al suo significato, mi sembra doveroso fare una precisazione: Einstein non l’ha mai detto. È un noto falso, peccato che molti lo prendano sul serio. Einstein non era neppure credente, se è per questo. Non in un Dio personale, almeno.

lunedì 6 luglio 2015

Οχι

 
Alla Merkel è arrivato un segnale d'allarme dalla Bundesbank. Infatti, secondo il presidente della Buba, Jens Weidmann, l'uscita della Grecia dalla zona euro si tradurrebbe in un buco di diversi miliardi di euro nel bilancio della Germania. Le perdite subite dalla banca centrale tedesca sarebbero maggiori delle riserve di 14,4 miliardi di euro accantonate dalla banca.

Le banche più esposte nei confronti della Grecia sono quelle tedesche con oltre 13 miliardi di euro, seguite da quelle americane e inglesi con poco più di 12 miliardi. Poco significativa l'esposizione delle banche italiane che complessivamente ammonta a poco più di un miliardo di euro mentre quelle francesi si fermano a 1,6 miliardi.

Ecco il vero motivo per cui non vogliono che la grecia abbandoni l'euro !!!


La gente non comprende il suo potere !!!

"Temistocle è stato il primo vero populista della storia dell'umanità. Sconfisse i persiani con uno stratagemma geniale: la disinformazione. Disinformò tutti e riuscì a salvare il popolo greco dall'invasione persiana. E' meravigliosa l'attinenza con la situazione di oggi.
I greci adesso sono ad una grande svolta, ma ora devono combatterla la disinformazione, lo stratagemma viene usato contro di loro. Qui c'è una disinformazione che io pensavo ci fosse solo in Italia, invece qui ci fanno 10 a 0. 

Noi siamo qui per testimoniare una cosa meravigliosa che fa il popolo greco: quel mezzo di democrazia diretta che è il referendum, che vada come vada! Io spero vivamente che vinca il no, di uscire da questo sistema che ha creato dei mostri.
Voglio dare la mia testimonianza per guardare e rendermi conto perché non voglio che la mia percezione sia distorta dai mass media. E' un sistema che sta collassando, il sistema del credito. "Io ti do i soldi, ma non li voglio indietro, voglio gli interessi degli interessi e ti prendo tutto quello che hai". Questo è il sistema. Noi abbiamo fatto la proposta per un referendum se restare nell'euro sì o no e il popolo italiano ci darà una risposta. Vediamo cosa succederà! La Grecia vi saluta!" 

By Beppe Grillo


sabato 4 luglio 2015

Pugno Chiuso




Messaggio del Presidente del Venezuela Nicolás Maduro ad Alexis Tsipras:

"Il nostro popolo mangiava cibo per animali, ma è riuscito a scacciare il FMI. Vorrei ufficialmente esprimere al Primo Ministro Tsipras, a Syriza e al popolo Greco la solidarietà del popolo bolivarista e chavista del Venezuela, tutta la solidarietà e il nostro abbraccio. Il nostro abbraccio ai cittadini Greci, al popolo greco.Se c’è qualcosa di noto in Grecia da almeno 2000 anni è la parola “democrazia”. E il popolo greco risponderà con democrazia. Noi abbiamo già vissuto tutto questo. Se potessimo parlare con i Greci e le Greche, potremmo cantare insieme ai Comunicalle (gruppo musicale) e dire loro che qui avevano privatizzato tutto, che erano sparite le pensioni e la scuola pubblica, che era stata privatizzata l’istruzione. Tutto, tutto, ogni cosa avevano privatizzato. Inoltre che il nostro popolo mangiava cibo per animali. E che abbiamo spezzato le catene del Fondo Monetario Internazionale.Non abbiate paura, Greci e Greche, fratelli e sorelle nostri!La strada è quella di spezzare le catene del capitale finanziario internazionale e del Fondo Monetario Internazionale. Di spazzare via l’oppressione che cerca di succhiare il sangue dei popoli, il lavoro dei popoli, la ricchezza dei paesi. Questa è la strada, la strada, la strada.Ammiriamo quello che fa il popolo della Grecia! Una lotta difficile, complessa mentre si moltiplicano i ricatti contro il popolo greco, i ricatti economici. E’ inoltre una guerra con obiettivo il popolo greco perché non faccia nessun passo verso la libertà e l’indipendenza , e l’Europa più in generale, perché non si svegli mai da questo letargo, dal dominio di queste “istituzioni”. 

Storia del Pugno Chiuso :
 
L’episodio storico che ha fatto diventare celebre il gesto è stata la Guerra civile spagnola, a metà degli anni Trenta (1936-1939). Le forze militari repubblicane, che combattevano contro i nazionalisti di Franco, alzavano il pugno in aria in segno di saluto. Da allora quel simbolo venne adottato da molti movimenti di sinistra e oppositori del fascismo in Europa. Esistono immagini di manifestazioni contro Hitler in Germania, a metà degli anni Trenta, in cui i partecipanti alzano il braccio con il pugno (destro) chiuso, e molto probabilmente il gesto era già in uso alla fine degli anni Venti dal Rotfrontkämpferbund (RFB, la Lega dei soldati rossi di prima linea), la milizia paramilitare del partito comunista tedesco. In questo caso, compariva anche nel simbolo.

Non è un segno nè di destra...nè di sinistra... il fatto che alzare la mano chiusa è un naturale gesto di esultanza (o di rabbia) che è antico quanto l’uomo.

venerdì 3 luglio 2015

La Disperazione nella Grecia travolta dalla crisi


Non credo che gli esseri umani imparino nulla senza disperazione. La disperazione è un ingrediente necessario per imparare qualcosa o per creare qualsiasi cosa. Punto. Se arrivati a un certo punto non si è disperati, non è interessante.
(Jim Carrey)


La disperazione è un uomo libero – la speranza è uno schiavo.
(L.M. Montgomery)


Quando non hai niente, non hai niente da perdere.
(Bob Dylan)


La crisi greca è gravissima e come sappiamo chi ne risente di più sono quelle persone che già in una situazione di normalità non se la passano benissimo. Tra loro la categoria forse più a disagio è quella dei pensionati. La disperazione tra gli anziani che stanno subendo questa situazione è enorme e dilagante.
 
La situazione in Grecia è drammatica, ma in Italia temiamo possa andare peggio. Perché? Perché il governo Renzi è del tutto intenzionato a seguire le direttive della Troika e quindi la riforma pensioni, in arrivo dopo l’estate 2015 con la Legge di Stabilità, difficilmente conterrà degli elementi positivi.
 
Con la mossa orgogliosa del referendum la Grecia vincerà comunque. 
In Italia continuiamo a essere servi !!!
 Prepariamoci alla rivoluzione !!!
 

mercoledì 1 luglio 2015

Wayward Pines e la verità nascosta



Perché non dire a tutti la verità?
Perché lasciare gli abitanti della Terra in questa angosciante bugia e costringerli a vivere in un mondo con regole medievali se non dittatoriali? Tanto tempo fa all’uomo gli fu detta la verità, gli dissero come stavano realmente le cose, ma l’uomo non sempre sa sopportare l’enorme peso di alcune verità e così, qualcuno reagì in modo inopportuno, molti si suicidarono, altri distrussero tutto… nacque il mito di Atlantide.
Per questo si è deciso di dire la verità solo ai ragazzi (i ragazzi Indaco), alla Nuova Generazione, perché la loro mente è più duttile, hanno più attitudine al cambiamento perché in loro è meno radicato il pensiero di un determinato modo di vivere.

Similitudine con Wayward Pines...

QUESTA LA PARTE CHE VERAMENTE CONTA:
Ce lo siamo chiesto tutti, e come noi se lo chiede Ethan, che lo chiede direttamente al Dr Pilcher: perché non dire a tutti la verità? Perché lasciare gli abitanti di Wayward Pines in questa angosciante bugia e costringerli a vivere in un posto con regole medievali se non dittatoriali? E qui scopriamo la tragedia: Ethan e gli altri della combriccola, fanno parte del Gruppo B. Sono il secondo tentativo dello scienziato di salvare l’umanità. Al Gruppo A, Pilcher, aveva detto come stavano realmente le cose, ma l’uomo non sempre sa sopportare l’enorme peso di alcune verità e così, qualcuno aveva provato a scappare morendo mangiato dagli ABI, tutti gli altri si sono suicidati (sequenza magistrale! Bellissima!). Per questo Pilcher decide di dire la verità solo ai ragazzi, alla Prima Generazione, perché la loro mente è più duttile, hanno più attitudine al cambiamento perché in loro è meno radicato il pensiero di un determinato modo di vivere.

 Che bello che una serie Tv ci faccia riflettere,
 oltre che sognare.