domenica 31 maggio 2015

Basta lamentarsi è ora di agire !!!


La sensazione è che le persone si siano stufate dei politici e della solita vecchia politica...tutti a scrivere che voteranno M5S...mi raccomando...basta con le parole...passate ai fatti !!!


Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it e scrittore in un articolo che sintetizza la mia opinione :


Sbaglia chi definisce populista il Movimento 5 stelle fondato da Beppe Grillo. Certo, alcune sparate del comico genovese ricordano quelle di Umberto Bossi. I suoi toni e e le sue parole possono, legittimamente, non piacere.

Ma molti temi da lui proposti sono importanti, meritevoli di essere discussi o semplicemente condivisibili. E sopratutto dietro a Grillo esiste un popolo di militanti tra i quali non è poi così raro scorgere il meglio del Paese.

Chi ha partecipato agli incontri organizzati dai meetup sa che questi gruppi sono composti da cittadini informati solitamente ad alto tasso di scolarizzazione, impegnati nel sociale o in iniziative legate alle condizioni del territorio: inquinamento, energia, modelli di sviluppo, spesa pubblica nei comuni e nelle regioni.

Ovviamente, se davvero alle prossime amministrative il Movimento raccoglierà quel successo vaticinato dagli ultimi sondaggi, questo sarà dovuto anche al voto di protesta. Ma la cosa non basta per bollare i 5 Stelle come espressione dell’anti-politica, come fanno gli spaventati Pierluigi Bersani e Niki Vendola o, su quasi tutti i giornali, i grandi commentatori del secolo scorso.

Gli osservatori attenti e in buona fede, infatti, non possono negare che l’attività degli attivisti e dei rappresentanti dei cittadini fin qui eletti nei comuni e nelle regioni, dimostra proprio il contrario.
Le scelta di rinunciare ai finanziamenti pubblici, di mettere un tetto al numero di candidature consecutive, la presenza di programmi precisi, sono un fatto politico. Così come sono state politica, con la P maiuscola, le raccolte di firme per le leggi d’iniziativa popolare che il parlamento ha scandalosamente ignorato.

Solo negli anni a venire sapremo se il Movimento 5 stelle sarà parte (e quale parte) di quel grande cambiamento di cui ha bisogno il Paese. Che Grillo dica di non aspirare a nessuna carica pubblica è un buona cosa. Meno buono è invece il suo atteggiamento nei confronti di chi la pensa diversamente da lui o esercita il diritto di cronaca e di critica.
Ma al di là dei giudizi sulle singole iniziative e prese di posizione, resta un fatto. Il Movimento 5 stelle è vivo e vuole crescere. E questo oggi, in un mondo popolato da partiti e leader ormai (politicamente) morti, è già tanto.

Se poi sia abbastanza non dipenderà da Grillo. Ma dalla qualità, le capacità e la volontà, dei cittadini che corrono con lui.

fonte : http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/16/movimento-stelle-anti-politica/204691/

sabato 23 maggio 2015

Boom di multe a Bari per il cartello folle !!!


 Tranquilli hanno trovato una soluzione !!!

Incappati in una raffica di multe per non aver visto uno dei 107 divieti di sosta corrispondenti ad altrettanti giorni. Colpisce ancora a Bari il cartello-tombola dei posti auto riservati ai trenini turistici. Ieri a farne le spese diversi automobilisti che, muniti di regolare grattino per la sosta, sono stati multati dai vigili urbani su corso Vittorio Emanuele (lato piazza Libertà) con una sanzione da 41 euro per aver parcheggiato sulle strisce blu riservate al servizio turistico. Tra i multati anche un consigliere comunale. Da settimane questi cartelli stanno facendo strage di multe sul lungomare Imperatore Augusto e sul molo San Nicola, tra le inevitabili proteste degli automobilisti che spesso, dimenticando il calendario, non si accorgono degli insoliti divieti, validi da aprile a novembre. E il caso scatena l’ironia del popolo internet !!!

fonte : http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/05/21/foto/divieto_bari-114891110/1/#1


Pagine bianche e pagine gialle: distribuirle ha ancora senso ?



Il 19 febbraio 2007 un’azione Seat Pagine Gialle valeva 3,98 euro, oggi invece vale solo pochi millesimi.
Per questo la risposta in presenza di uno dei casi più vergognosi di spoliazione finanziaria mai avvenuti, maturato nel silenzio non innocente di varie autorità di controllo, non può che essere una, e cioè un chiaro no.
Ma, proprio in questi giorni, in cui è difficile non notare pile di elenchi negli androni dei palazzi, il dubbio viene.
Infatti, nonostante sia diminuito il numero dei telefoni fissi e Internet abbia rivoluzionato la ricerca degli indirizzi, quelle pile in poche ore sono sparite.
Per tre motivi: perchè molti italiani Internet non ce l’hanno, perchè la carta è sempre la carta e, infine, perchè certi miti tentano, nonostante tutto, di resistere.
Peraltro è difficile trovare uno che esprima una parabola così precisa: la storia delle Pagine Gialle è infatti un modello per capire quanto può nuocere l’inadeguatezza statale nel gestire le aziende e successivamente regalarle con spudoratezza, per poi scaricare i danni solo sui risparmiatori.
Questo nulla toglie al fatto che le Pagine Gialle siano nate da una scintilla da genio: quando, nel 1883, uno stampatore di Cheyenne, dello stato americano del Wyoming, deve pubblicare un annuario, trovandosi sprovvisto della tradizionale carta bianca, ne utilizza una di colore paglierino.
E’ un successo che da noi viene importato solo nel 1967, assicurando comunque al gestore statale Stet grandissimi affari.
Arrivano poi le liberalizzazioni e Internet ma, soprattutto, una girandola di passaggi di proprietà in cui la Seat finisce spolpata dai fondi d’investimento, anche speculativi.
La fine è nota: il concordato preventivo, il rating “spazzatura” e il rimborso entro il 2014 di 2 miliardi di euro di debiti che valgono più del fatturato.
Le Pagine Gialle diventano così un “giallo” all’italiana: con vittime certe ma nessun colpevole.


http://www.giornaleibleo.it/pagine-bianche-e-pagine-gialle-distribuirle-ha-ancora-senso/

 

Seat Pagine Gialle, in 15 anni spariti 8 miliardi di euro. E nessuno se n’è accorto !!!

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/05/seat-pagine-gialle-in-15-anni-spariti-8-miliardi-di-euro-e-nessuno-se-ne-accorto/1041006/

Altro che tangenti. Se volete fare soldi facili quello che ci vuole è un bel fondo di investimento con cui spolpare una grande società quotata in Borsa. Il caso Seat Pagine Gialle è da manuale. Nel 2000 le sue azioni quotavano più di 7 euro, oggi il prezzo è misurato in decimillesimi di euro. O, se preferite, quindici anni fa la società valeva almeno 8 miliardi di euro, oggi ha una capitalizzazione (valore complessivo di tutte le azioni) attorno ai 25 milioni. In questi casi si parla impropriamente di “distruzione di ricchezza”. In realtà nella finanza, a meno che qualcuno non dia fuoco alle banconote, nulla si crea e nulla si distrugge. Più corretto è dire che i risparmiatori, i 5 mila lavoratori (a tanto sommano dipendenti agenti e indotto) e i fornitori della Seat sono stati derubati per miliardi di euro nella consueta totale indifferenza delle autorità di controllo. Non c’è bisogno di complicati algoritmi finanziari, basta padroneggiare l’addizione (e soprattutto la sottrazione) per capire in quali tasche si sono infilati gli 8 miliardi (pari a un Mose e mezzo) apparentemente scomparsi.

giovedì 21 maggio 2015

La Legge del Tre o Colpo di Ritorno


« Ogni cosa che si fa torna indietro tre volte nel bene e tre volte nel male. Se si fa del bene si riceverà tre volte il bene, se si fa del male si riceverà tre volte il male. Non bisogna però fare del bene nell'attesa della ricompensa »

In verità la «Legge del Tre» è spesso interpretata come un principio morale frutto di una sorta di «Giustizia Suprema» in base alla quale se una persona opera il bene le ritornerà del bene, viceversa se opera il male le ritornerà del male.

Detta legge è assimilabile al concetto di «Karma» il quale indica, presso le religioni e le filosofie indiane (o originarie dell’India), la così detta legge di «causa-effetto», un principio di concatenazione secondo il quale ogni singola azione provoca una reazione. 

Va da se che le azioni e i pensieri malvagi sono sempre e comunque da evitare. D’altronde è risaputo che «chi semina vento raccoglie tempesta».

Siamo dell’avviso che bisogna sempre tener presente che la Magia è innanzitutto un «cammino spirituale».

Ciò implica sicuramente che il mago, nei suoi pensieri, parole, opere e omissioni, agisca con una salda «volontà di elevarsi» verso i regni dello Spirito e dell’Universale, distaccandosi nettamente dal mondo puramente materiale e dall’egoismo individuale.
Come a questo punto si sarà compreso, per chi nella Magia vede una grande possibilità per trascendere la nostra povera condizione umana, verso i regni dello Spirito, il «colpo di ritorno» è un dettaglio del quale è quasi superfluo curarsi. 

 Se avete fatto un rituale magico per procurare la morte del vostro vicino di casa, potete ragionevolmente attendervi un colpo di ritorno dalle conseguenze terribili che colpirà voi o le persone a voi care (familiari, parenti, amici, ecc.).
Invece se il rituale magico aspirava a migliorare la vostra situazione materiale o ad aiutare qualcuno, va da sé che ciò che vi raggiungerà sarà, evidentemente, un male di gravità inferiore. In pratica si tratta di una sorta di «legge Universale» dalla quale nessuno può sfuggire.

Dicevamo che anche i pensieri determinano un’azione magica. La causa di ciò è da ricercarsi nel così detto «Astrale».
Secondo la teoria non appena una persona desidera agire in un qualsiasi modo su altri individui formula dei pensieri. Se la sua forza di volontà è sufficiente, allora entrerà in contatto con il «mondo Astrale», ovvero una dimensione che non è né quella della Materia, né quella dello Spirito. Si tratta invero di una sfera intermedia: la sfera delle emozioni.
Ora, i pensieri (sia positivi sia negativi) vanno a imprimersi nell’Astrale. Giacché detta dimensione collega tutti gli esseri viventi, è proprio grazie a questa che un pensiero può tradursi involontariamente in vere e proprie «azioni magiche» con conseguente «colpo di ritorno».
Per questa ragione il miglior consiglio che si possa dare è quello di stare ben attenti a ciò che si pensa. Le molte tradizioni popolari, italiane e straniere, hanno conservato molti rimedi scaramantici per proteggere e proteggersi dai pensieri negativi volontari e involontari provenienti da se stessi e dagli altri.
Tuttavia questi metodi non risolvono il problema, lo circoscrivono solamente e, a volte, portano alla luce con più forza ed evidenza i limiti di tale procedimento. Infatti, nonostante le grandi attenzioni scaramantiche che si usano da secoli, l’invidia, l’odio e il risentimento finiscono sempre per fare vittime.
Per quanti scongiuri possiamo fare per esorcizzare l’eventuale pensiero d’invidia che è subdolamente e involontariamente nato in noi, alla fine, l’inconscio ci gabberà e saremo tiratori o bersagli di simili attacchi con tutte le conseguenze del caso.
Non possiamo imbrigliare la nostra natura, possiamo solo conoscerla e, secondariamente, dirigerla. Per questo, a nostro parare, la migliore soluzione è allenarsi a una forte «disciplina morale» che porti in luce la nostra migliore natura.


sabato 16 maggio 2015

Vittorio Sgarbi e l'ipocrisia

Alice Salvatore M5S in diretta su La7 a Sgarbi: "ora capisco perché lei è entrato in trasmissione dopo l'intervento sulle pensioni. Perché lei è condannato per truffa allo stato"... e guardate la reazione del bufalo ferito...

 

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera...

Vittorio Sgarbi (Ferrara, 8 maggio 1952) è un critico d'arte, storico dell'arte e politico italiano. Più volte membro del Parlamento e di amministrazioni comunali come quella di Milano, dal 30 giugno 2008 al 15 febbraio 2012 è stato sindaco della cittadina siciliana di Salemi prima che la città venisse commissariata per infiltrazioni mafiose.
Nel 2015 è il curatore della mostra del padiglione Eataly all'Expo di Milano.

E prende 8.000 euro di vitalizio !!!

Elenco Condanne giudiziarie :

Condanna per diffamazione contro Caselli e Orlando (prescritta in Cassazione)
Il 7 aprile 1995 ha letto a Sgarbi quotidiani una lettera sui «veri colpevoli» dell'assassinio di Don Pino Puglisi, non rilevando le generalità essendo priva di firma ma attribuita ad un sedicente amico del sacerdote assassinato; la missiva accusava come mandante il procuratore Caselli e come sicario Leoluca Orlando.
« Fui più volte contattato da Caselli e dai suoi uomini [...] pretendevano accuse, nomi, circostanze... volevano che denunciassi la mia gente e miei ragazzi... che rivelassi cose apprese in confessione [...]. Caselli disprezza i siciliani, mi vuole obbligare a rinnegare i miei voti e la mia veste, pretende che mi prostituisca a lui. Più che nemico della mafia, è un nemico della Sicilia. Orlando è un mafioso vestito da gesuita [...]. Caselli ha fatto di me consapevolmente un sicuro bersaglio. Avrà raggiunto il suo scopo quando un prete impegnato nel sociale verrà ucciso [...]. Caselli, per aumentare il suo potere, ha avuto la sua vittima illustre. »
Caselli in vita sua non conobbe mai don Puglisi.
Per queste dichiarazioni Sgarbi è stato condannato per diffamazione in primo e secondo grado. Nel suo libro Un magistrato fuorilegge Caselli ha affermato che la Cassazione ha in seguito dichiarato la prescrizione del reato, ma Sgarbi, tramite il suo avvocato, ha contestato questa ricostruzione sostenendo che la Cassazione aveva invece annullato le precedenti sentenze rimandando quindi il tutto a un nuovo giudizio che non c'è mai stato per l'intervenuta prescrizione.
Condanna per assenteismo e produzione di documenti falsi
Nel 1996, con sentenza definitiva della Pretura di Venezia, è stato condannato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi (per la richiesta di aspettativa per motivi di salute) e assenteismo nel periodo 1989-1990, mentre era dipendente del Ministero dei Beni culturali, con la qualifica di funzionario ai Beni artistici e culturali del Veneto, e al tempo della sua partecipazione al Maurizio Costanzo Show. Condannato a pagare un indennizzo di 700 000 lire, il critico d'arte si giustificò affermando che la sua assenza dall'ufficio dipendeva dall'impegno per la redazione d'un catalogo d'arte, e parlando di "arbitrio, discrezionalità e follia" a proposito della sentenza.
Condanna per diffamazione aggravata contro Caselli e il pool di Milano
Il 14 agosto 1998, dopo la morte di Luigi Lombardini, in un'intervista a Il Giornale ne attribuisce la responsabilità alle «inchieste politiche di Caselli [...] uomo di Violante», in quanto «il suicidio di Lombardini ha evidenziato la natura esclusivamente politica dell'azione di Caselli e i suoi» che «impudentemente frugano nella sua tomba [...] sul suo cadavere»; il 17 agosto, ignorando i ringraziamenti dell'avvocato di Lombardini per la correttezza tenuta da Caselli nella conduzione dell'interrogatorio nonché il positivo pronunciamento del CSM in merito, ne chiede «l'immediato arresto» nonché la «sospensione dal servizio e dallo stipendio». Alla successiva querela, l'intervistatore Renato Farina ed il direttore Mario Cervi scelgono il patteggiamento, mentre Sgarbi la via del processo; ad una delle udienze «non si presenta in Tribunale (a Desio) dicendo di essere a Bologna per un altro processo; il giudice telefona a Bologna e scopre che lì Sgarbi ha fatto lo stesso sostenendo di essere a Desio». Per queste affermazioni nel 1998 verrà condannato dalla Cassazione per diffamazione aggravata sulle indagini del pool antimafia di Palermo, guidato da Gian Carlo Caselli, oltre a 1.000 € di multa.
Vi è chi, di fronte a questo pronunciamento, ha sostenuto che la condanna sarebbe occorsa per aver Sgarbi definito le indagini "politiche", esercitando il proprio diritto di critica (Francesco Cossiga, Ettore Randazzo, Fabrizio Cicchitto e Niccolò Ghedini). Questa ricostruzione è stata contestata da Marco Travaglio, per il quale «criticare significa affermare che un'inchiesta è infondata, una sentenza è sbagliata. Ma sostenere che un PM e l'intera sua Procura sono al servizio di un partito, agiscono per finalità politiche, usano la mafia contro lo stato, non è criticare: è attribuire una serie di reati gravissimi, i più gravi che possa commettere un magistrato».
Condanna civile per ingiurie contro Marco Travaglio
Il 1º maggio 2008, durante la puntata televisiva di AnnoZero, Vittorio Sgarbi si rivolse al giornalista Marco Travaglio con insulti molto pesanti: «Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te». Il 10 dicembre 2009 il Tribunale Civile di Torino condanna Sgarbi a 30.000 € di risarcimento per ingiurie e al pagamento delle spese legali. Il giudice ha anche stabilito la pubblicazione della sentenza su la Repubblica e La Stampa.
Il 6 ottobre 2010 è stato nuovamente condannato al pagamento di 35.000 €, avendo rimarcato «Mi correggo. Travaglio non è un pezzo di merda. È una merda tutta intera» sulle colonne del quotidiano online La voce d'Italia e due giorni dopo dagli studi di Domenica Cinque, il programma televisivo condotto da Barbara D'Urso.
Condanna per diffamazione contro Roberto Reggi
Nel luglio 2009 Sgarbi è stato condannato per diffamazione: la sentenza è stata proclamata dal tribunale di Monza.
Il critico d'arte infatti insultò Roberto Reggi, il sindaco di Piacenza, dai microfoni di Rtl 102.5; il pubblico ministero aveva chiesto 4 mesi, ma la pena è stata poi inasprita a 6 mesi. Tuttavia grazie all'indulto la pena è stata sostituita da un risarcimento, da versare nelle casse del comune piacentino.
Condanna per diffamazione contro Raffaele Tito
Nonostante la sopraggiunta prescrizione che ha "cancellato" il reato di diffamazione, il 26 maggio 2010 Sgarbi è stato condannato dalla Corte d'Appello di Venezia al pagamento di 110.000 € come risarcimento al procuratore aggiunto di Udine ed ex pm di Pordenone, Raffaele Tito per averlo pesantemente diffamato nel corso di alcune puntate di Sgarbi quotidiani andate in onda su Canale 5 nel 1997. L'ammontare del risarcimento è stato ridotto di un quarto rispetto a quello stabilito in primo grado, in quanto per una delle trasmissioni incriminate Sgarbi è stato dichiarato non punibile. L'intero iter giudiziario è durato ben 13 anni in quanto i legali di Sgarbi, dopo la condanna di primo grado a un anno e un mese di reclusione intervenuta nel 2001, avevano fatto ricorso alla Corte costituzionale rilevando l'insindacabilità delle sue affermazioni in quanto all'epoca il critico era parlamentare; ma la Consulta rispedì gli atti al Tribunale rigettando l'istanza e dando il via libera al processo.
Condanna per ingiuria contro Gianfranco Amendola
Con sentenza del 15 settembre 2003 del Tribunale Civile di Roma, Sgarbi è stato condannato al pagamento a favore del magistrato Gianfranco Amendola di 30.000 Euro più spese legali per le frasi ingiuriose pronunciate nel corso di una serata del Maurizio Costanzo Show nel 1993, quali, come da sentenza, "incapace, ignorante, bugiardo, maiale". Dieci anni di causa di primo grado scandite da intervenute modifiche di legge e da una sentenza della Corte Costituzionale che annullò la deliberà di insindacabilità a favore di Sgarbi adottata dalla Camera dei Deputati. Sentenza confermata nel 2009 dalla Corte d'Appello di Roma con condanna ad ulteriori spese legali, passata successivamente in giudicato. Ad oggi Sgarbi non risulta aver onorato la sentenza.
Condanna per diffamazione contro Ilda Boccassini (confermata in Cassazione)
Nel maggio 2011 la Corte di Cassazione con sentenza 10214, conferma la condanna al risarcimento per danni da diffamazione, a favore del pm milanese Ilda Boccassini, a carico di Sgarbi e del circuito televisivo di Mediaset. La Suprema Corte respinge il ricorso con il quale Sgarbi e Reti Televisive Italiane sostenevano la liceità di alcune espressioni usate nella trasmissione "Sgarbi quotidiani", andata in onda il 16 febbraio 1999, durante la quale la Boccassini veniva criticata in relazione all'inchiesta sul capo dei gip della Capitale, Renato Squillante. Sgarbi e RTI sono stati condannati a rifondere in solido il pm Boccassini con 25.822 euro.
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giovedì 14 maggio 2015

I libri sono Medicina per l’anima


“Medicina per l’anima”.

(Iscrizione sopra la porta della Biblioteca di Tebe)

 I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale. (A. Oz) 

Mi sono sempre immaginato il paradiso come una specie di biblioteca. (Jorge Luis Borges)

Ieri 13 maggio 2015...

Appena "aggiornata" la mia biblioteca personale...devo ancora aprire l'altro pacco...


Oggi 14 maggio 2015...

 Amo chi legge. E leggo chi amo.
(valemille, Twitter)

Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare.
(Carlos Ruiz Zafón)

Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.
(Franz Kafka)

Pochi libri cambiano una vita. Quando la cambiano è per sempre, si aprono porte che non si immaginavano, si entra e non si torna più indietro.
(Christian Bobin)

Oggi ho aperto l'altro pacco e avere tra le mani un libro del 1782 mi ha trasmesso una sensazione difficile da descrivere...posso solo dire che oggi ho preso la mia buona dose di medicina...

“Medicina per l’anima”.
(Iscrizione sopra la porta della Biblioteca di Tebe)





 

mercoledì 13 maggio 2015

Che tipo di punizione daresti ad un politico italiano ?


 

Corea del Nord, giustiziato il capo delle forze armate

Secondo fonti di intelligence di Seul, Hyon Yong-chol è stato ucciso da un plotone d'esecuzione con armi antiaereo. Punito con la morte per essersi addormentato durante una parata militare e non aver eseguito gli ordini del dittatore Kim Jong-un.

Domanda da 1 milione di euro : E a lui che gli facciamo ?


 Per me basterebbe la galera !!!



 


martedì 12 maggio 2015

Vota De Renzo Domenico Dante Sindaco della Puglia


 L'impegno per ciò che conta, la mia gente. 
Scegli il candidato di tutti. 
Non sono in corsa per una poltrona, sono in corsa per te. 
Per realizzare quello che i cittadini vogliono. 
L'impegno con la comunità, guardando al progresso. 
Un cittadino, non un politico.

E quando finirà il mio mandato...piangerò per voi...


A parte gli scherzi...fatevi un favore...votate M5S !!!
 
 
Il MoVimento 5 Stelle non è ancora al governo del Paese, ma è solo questione di tempo. I nostri portavoce in questi anni hanno ottenuto risultati importanti in Parlamento, in Europa, nelle Regioni e nei comuni in cui sono entrati come consiglieri e soprattutto nelle città amministrate dai nostri sindaci, come ad Assemini e Pomezia, dove il M5S governa a tutti gli effetti, e si vede!
Nel video realizzato con portavoce di tutta Italia raccontiamo i principali successi, quelli di cui siamo più orgogliosi. Per esempio abbiamo finanziato, grazie al taglio degli stipendi dei portavoce più di 2000 imprese. Per chi vanta crediti con la Pubblica amministrazione STOP alle cartelle Equitalia! A Caltanissetta saranno disponibili farmaci gratuiti per bambini di famiglie indigenti. A Ragusa lo scorso anno i cittadini non hanno pagato la TASI. A Livorno abbiamo ridotto di 1,5 milioni di euro lo stipendio ai dirigenti delle partecipate. E molto ancora, ma non vi anticipo altro, guardate il video:
Adesso provate a pensare un attimo se governassimo noi cosa faremmo!
Il 31 maggio si vota in sette Regioni: Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto. 20 milioni di italiani sono chiamati alle urne per decidere il loro futuro nei prossimi cinque anni. Continuare con la corruzione e gli sprechi dei partiti, o affidarsi all’onestà e alla competenza di cittadini che si sono messi in gioco per il bene comune. (Luigi Di Maio)

Non c’è scelta: solo M5S !!!


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sabato 9 maggio 2015

Frecce Tricolori e Ustica

 

L'incidente delle Frecce tricolori a Ramstein


Il tragico impatto della Pattuglia acrobatica nazionale avvenuto il 28 agosto 1988 a Ramstein, in Germania, che provocò la morte di tre piloti, di 67 persone a terra e il ferimento di altri 346 spettatori. Un filone d'indagine sulla strage di Ustica riconduce al tragico evento: secondo i familiari di alcune vittime del Dc9 Itavia l'aereo del solista Ivo Nutarelli (che nel video si vede incrociare e scontrarsi con le due formazioni di aerei provenienti in senso contrario) sia stato sabotato: il pilota avrebbe dovuto testimoniare pochi giorni dopo sull'allarme generale che la pattuglia in volo aveva dato la sera del 27 giugno 1980, prima di rientrare a Grosseto, poco prima che sparisse il Dc9 Itavia.



fonte wikipedia:

Nella sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore sulla strage di Ustica, a pag. 4667, laddove il magistrato parla dei colonnelli Mario Naldini e Ivo Nutarelli, ufficiali dell'AM e componenti della pattuglia acrobatica, si legge: «[...] È emerso in più punti dell'inchiesta, i due ufficiali piloti, del gruppo intercettori, in servizio presso l'aeroporto di Grosseto, la sera del 27 giugno 1980 fossero in volo su F104, fino a 10 minuti circa prima della scomparsa del DC9 Itavia – il loro atterraggio all'aeroporto di Grosseto è registrato alle 20:45 e 20:50 locali; che questo velivolo, insieme ad altro con ogni probabilità quello dell'allievo, avesse volato per lunga tratta di conserva al velivolo civile; che durante questo percorso e al momento dell'atterraggio avesse sbloccato i codici di emergenza».
In ogni caso il giudice si dice non convinto della connessione a causa della «sproporzione tra fini e mezzi, e cioè che si dovesse cagionare una catastrofe – con modalità peraltro incerte nel conseguimento dell'obiettivo, cioè l'eliminazione di quei due testimoni per impedirne rivelazioni».

Il fratello del tenente colonnello Ivo Nutarelli, uno degli ufficiali delle Frecce Tricolori morti nel disastro del 1988: "Non avrebbe mai commesso un errore del genere. Il sospetto che quella strage sia legata a Ustica è maturato dopo che l'Aeronautica archiviò tutto in fretta". Ora le indagini difensive saranno trasmesse alla magistratura.

“Sono partito con l’idea che qualcosa di poco chiaro fosse accaduto, al di là della bravura di mio fratello che non potevo giudicare”, racconta Giancarlo Nutarelli stringendo tra le mani le pagine del dossier. “Conoscevo il suo carattere, come si comportava, non amava di certo il rischio e l’azzardo – aggiunge – I primi dubbi li ho avuti già al suo funerale di fronte a strani atteggiamenti. Nel 2000 ho incontrato i familiari delle vittime tedesche e ho iniziato a cercare una verità, se c’era. Combattevo da solo, mi sono arrivate anche telefonate anonime e ho capito che la mia vita e quella dei miei familiari poteva essere in pericolo”.

venerdì 8 maggio 2015

Il Sindacato nella mia azienda



Sondaggio alla Graziano Trasmissioni di Bari


Il 7 maggio 2015 dopo l'assemblea sindacale in molti mi hanno fatto una domanda...ecco la risposta....

I sindacati sono organizzazioni che si occupano della tutela dei lavoratori e della regolamentazione dei rapporti di lavoro tramite strumenti come la contrattazione collettiva, gli scioperi, e i contratti di lavoro collettivi.

Può capitare però, più o meno normalmente e per diversi motivi (per esempio, un trasferimento in un'altra città, la cessazione dell'attività lavorativa,
o perché non si ha più fiducia nel sindacato di appartenenza credendo di non essere ben rappresentati)

di trovarsi nella situazione per cui si rende necessario disdire la propria iscrizione al sindacato di appartenenza. Non si sa mai bene cosa scrivere esattamente e a chi (a meno che il nostro sindacato non abbia un modello prestampato apposito per la disdetta).

Io vi metto a disposizione un modulo...facile da scaricare e poi stampare...

Ecco il link : http://dropcanvas.com/vqwjh

Donna Nuda Passeggia a Bari


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BARI - Sarà stato sicuramente il caldo che imperversa in questi primi giorni di maggio a Bari ad aver fatto decidere a una donna di spogliarsi di tutti i suoi abiti per andare a fare una passeggiata totalmente nuda per le vie della città.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il video catturato questa mattina da alcune ragazze sbalordite da ciò che vedevano, mostra una signora "in carne" camminare tranquillamente su corso Alcide de Gasperi, in direzione Carbonara.


http://www.barinedita.it/storie-e-interviste/n1966-bari-donna-passeggia-tutta-nuda-su-corso-alcide-de-gasperi--video 

Ma secondo voi può essere stato il caldo... sicuramente ha un problema psichico... a me non fa ridere...anzi come esperimento credo che le visualizzazioni del post...aumenteranno solo perchè c'è scritto "donna nuda"...

The Matrix has you...Nosce te ipsum...



Mai provata la sensazione di non sapere se sei sveglio o se stai ancora sognando?


È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre.


Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio.





Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.


Ti interessa sapere di che si tratta? Che cos'è? Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.

Quale verità?

Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri, sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado, purtroppo, di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è.

fonte : http://www.greendayfactory.it/matrix_balic.htm
 
In particolare Matrix sembra riscrivere il mito della caverna di Platone. Riassumiamolo brevemente: all'interno di una caverna uomini schiavi sono incatenati alla roccia, costretti a guardare di fronte a sé verso il fondo della caverna. Fuori si erge un muretto, dietro al quale camminano, nascosti, altri uomini che portano sulle proprie spalle statue rappresentanti tutte le cose esistenti. Dietro arde un fuoco, che proietta sul fondo della caverna le ombre delle statue; gli uomini schiavi, costretti a guardare davanti a sé e impossibilitati a voltarsi, scambiano le ombre, che appaiono sulla parete della grotta per la vera realtà.

Se uno schiavo riuscisse a scappare, dice Platone, inizialmente sarebbe accecato dalla luce del sole, ma poi finalmente riuscirebbe a vedere chiaramente la verità di cui le ombre sono solo una pallida copia. Se poi volesse tornare nella caverna per rivelare agli altri schiavi la verità, non sarebbe creduto ed anzi verrebbe ucciso. 


Matrix può anche essere letto come la trascrizione del dubbio cartesiano e anche Neo è chiamato a mettere in dubbio tutte le sue antiche certezze. Ciò che gli è sempre apparso come la verità, è in realtà un inganno, una tremenda impostura, un mondo fittizio costruito ad arte dalle macchine (il genio maligno di Cartesio).

Il primo passo per trovare la verità sarà anche per lui prendere consapevolezza di sé, convincersi di essere "l'inviato", riconoscersi come Neo e non come signor Anderson (il suo nome nel mondo fittizio). Così anche Neo, come Cartesio, é chiamato a mettere in dubbio ogni cosa per prendere atto della propria esistenza come soggetto pensante; e il fatto di esistere come soggetto pensante é l'unica verità certa di cui egli disponga in partenza. 


E sotto questo profilo si possono cogliere anche agganci con la filosofia di Marx: per l'uomo l'essenza suprema non é Dio, ma l'uomo stesso e, infatti, il fine della missione di Neo é proprio la liberazione del genere umano ed egli lotta per la sua libertà, come il personaggio nietzscheano di Zarathustra. 

Conclusione ? Nosce te ipsum...cioè Conosci te stesso. Socrate ritiene che nessuna verità possa essere esteriore all'uomo, cercare la verità delle cose nella physis (nella natura, negli elementi materiali), non porta l'uomo alla vera conoscenza. Perché? Perché secondo Socrate la verità che davvero interessa all'uomo è quella attorno alla sua vita e al senso che ha all'interno del mondo.
Ma possiamo cambiare ? Certo possiamo cambiare....dobbiamo cambiare...per il bene dell'umanità...e automaticamente per il bene proprio... 

«Uomo, conosci te stesso, la tua provenienza e la meta che dovrai raggiungere»...

Conoscere se stessi significa anche conoscere i propri limiti. Non possiamo essere felici se non ci accettiamo , con tutti i nostri limiti. Questo non significa che non sia nostro dovere tentare di migliorarci, ma è proprio partendo dalla consapevolezza dei limiti, che possiamo superarli o accettarli come insormontabili. Conoscere se stessi è anche occuparsi di ciò che ci compete. Ognuno deve fare quello che gli riesce meglio. Bisogna seguire le proprie attitudini, valorizzare le proprie capacità, ed una società giusta, dovrebbe permettere alle persone di fare ciò per cui sono nate. Quindi, prima di tutto, bisognerebbe essere uomini (ma uomini sul serio, non bruti!); e poi si può essere bravi medici, artigiani, ingegneri, operai, tecnici, insegnanti, svolgendo il proprio lavoro con dedizione e passione. In questo senso il conosci te stesso è fonte di felicità. E la filosofia diventa eudemonia (ricerca della felicità). In quanto mezzo per arrivare alla conoscenza,permette di conoscere se stessi, e di percorre l’unica via che porta alla felicità.
Tratto da: http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/conosci-te-stesso/
Conoscere se stessi significa anche conoscere i propri limiti. Non possiamo essere felici se non ci accettiamo , con tutti i nostri limiti. Questo non significa che non sia nostro dovere tentare di migliorarci, ma è proprio partendo dalla consapevolezza dei limiti, che possiamo superarli o accettarli come insormontabili. Conoscere se stessi è anche occuparsi di ciò che ci compete. Ognuno deve fare quello che gli riesce meglio. Bisogna seguire le proprie attitudini, valorizzare le proprie capacità, ed una società giusta, dovrebbe permettere alle persone di fare ciò per cui sono nate. Quindi, prima di tutto, bisognerebbe essere uomini (ma uomini sul serio, non bruti!); e poi si può essere bravi medici, artigiani, ingegneri, operai, tecnici, insegnanti, svolgendo il proprio lavoro con dedizione e passione. In questo senso il conosci te stesso è fonte di felicità. E la filosofia diventa eudemonia (ricerca della felicità). In quanto mezzo per arrivare alla conoscenza,permette di conoscere se stessi, e di percorre l’unica via che porta alla felicità.
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Conoscere se stessi significa anche conoscere i propri limiti. Non possiamo essere felici se non ci accettiamo , con tutti i nostri limiti. Questo non significa che non sia nostro dovere tentare di migliorarci, ma è proprio partendo dalla consapevolezza dei limiti, che possiamo superarli o accettarli come insormontabili. Conoscere se stessi è anche occuparsi di ciò che ci compete. Ognuno deve fare quello che gli riesce meglio. Bisogna seguire le proprie attitudini, valorizzare le proprie capacità, ed una società giusta, dovrebbe permettere alle persone di fare ciò per cui sono nate. Quindi, prima di tutto, bisognerebbe essere uomini (ma uomini sul serio, non bruti!); e poi si può essere bravi medici, artigiani, ingegneri, operai, tecnici, insegnanti, svolgendo il proprio lavoro con dedizione e passione. In questo senso il conosci te stesso è fonte di felicità. E la filosofia diventa eudemonia (ricerca della felicità). In quanto mezzo per arrivare alla conoscenza,permette di conoscere se stessi, e di percorre l’unica via che porta alla felicità.
Tratto da: http://www.npensieri.it/index.php/filosofia/conosci-te-stesso/
Conoscere se stessi significa anche conoscere i propri limiti.
Non possiamo essere felici se non ci accettiamo , con tutti i nostri limiti. Questo non significa che non sia nostro dovere tentare di migliorarci, ma è proprio partendo dalla consapevolezza dei limiti, che possiamo superarli o accettarli come insormontabili.

Conoscere se stessi è anche occuparsi di ciò che ci compete. Ognuno deve fare quello che gli riesce meglio. Bisogna seguire le proprie attitudini, valorizzare le proprie capacità, ed una società giusta, dovrebbe permettere alle persone di fare ciò per cui sono nate.
Quindi, prima di tutto, bisognerebbe essere uomini (ma uomini sul serio, non bruti!); e poi si può essere bravi medici, artigiani, ingegneri, operai, tecnici, insegnanti, svolgendo il proprio lavoro con dedizione e passione.

In questo senso il conosci te stesso è fonte di felicità. E la filosofia diventa eudemonia (ricerca della felicità). In quanto mezzo per arrivare alla conoscenza,permette di conoscere se stessi, e di percorre l’unica via che porta alla felicità.



 Il vero miglioramento nasce a partire da sè stessi !!! 
 

giovedì 7 maggio 2015

La legge di Murphy






Se ti cade il toast....esso cade sempre dal lato imburrato o con la marmellata...

La legge di Murphy è un insieme di paradossi pseudo-scientifici a carattere ironico e caricaturale. Si possono idealmente riassumere nel primo assioma, che è in realtà la "Legge di Murphy" vera e propria, che ha dato il titolo a tutto il pensiero "murphologico":

 "Se qualcosa può andar male, andrà male"

L'autore e stilatore della “summa” sulla "murphologia" è Arthur Bloch.
Si tratta di un compendio di frasi umoristiche il cui intento è essenzialmente quello di deridere ogni negatività che il quotidiano propone. Il meccanismo è ogni volta lo stesso: immagini e scenette frustranti, nelle quali è facile per molti ritrovarsi, vengono descritte da Bloch con frasi didascaliche, confezionate spesso e volentieri in forma statistico-matematica, così da liberare il vissuto dal contingente, dal personale e donargli un adito di "validità universale", nei fatti tuttavia inesistente.
Negli Stati Uniti la legge di Murphy è talmente famosa da trovare posto nel Funk and Wagnalls Standard College Dictionary.


Oltre la prima frase sono stati stilati anche nove corollari:


  1. Niente è facile come sembra e tutto richiede più tempo di quanto si pensi;
  2. Se c’è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo;
  3. Se si prevedono quattro possibili modi nei quali qualcosa può andare male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelerà un quinto;
  4. Lasciate a se stesse, le cose tendono a andare di male in peggio;
  5. Non ci si può mettere di fare qualcosa senza che qualcos’altro non vada fatto prima;
  6. Ogni soluzione genera nuovi problemi;
  7. I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedire a loro di nuocere;
  8. Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla;
  9. Madre Natura è una poco di buono.
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