sabato 28 febbraio 2015

Provocazioni e self control



Cos’è una provocazione? 

Un atto, un comportamento, un discorso offensivo, una parola di sfida, che mira ad irritare e a provocare una reazione. Quando punge un punto vulnerabile, accende reazioni irrazionali, esageratamente aggressive o ridicoli, che normalmente non avremmo. 
La provocazione è riconosciuta come circostanza attenuante di reato nel diritto penale. Si provoca per attirare l’attenzione, spesso è una forma perversa di bisogno d’amore o d’aiuto che non sa manifestarsi in altro modo. Una provocazione ha un effetto positivo quando è uno stimolo a far emergere doti e potenzialità, purtroppo ben più frequentemente viene mossa per indivia, rivalsa, spirito di polemica, per far del male.

Fiutare le trappole evita di prestare il fianco ai provocatori !!!

Leggete questa storia e rifletteteci su :

“Vicino a Tokyo viveva un grande samurai ormai anziano, si dedicava a insegnare il buddismo zen ai giovani, nonostante la sua età era ancora capace di sconfiggere qualunque avversario. Un pomeriggio si presentò un guerriero, famoso per la sua tecnica di provocazione: aspettava che l’avversario facesse la prima mossa, prevedeva gli errori che avrebbe commesso l’avversario e contrattaccava con velocità fulminante. Il giovane e impaziente guerriero non aveva mai perduto uno scontro. Conosceva la reputazione del samurai, voleva sconfiggerlo per accrescere così la propria fama. Tutti gli allievi si dichiararono contrari all’idea del combattimento ma il vecchio maestro accettò la sfida. Si recarono tutti nella piazza della città e il giovane cominciò a insultarlo, lanciò alcuni sassi nella sua direzione, gli sputò in faccia, gli urlò tutti gli insulti che conosceva, offendendo persino i suoi antenati. Per ore fece di tutto per provocarlo ma il vecchio restò impassibile. Quando l’impetuoso guerriero si sentiva ormai esausto e umiliato, si ritirò. Delusi dal fatto che il maestro avesse accettato insulti e tante provocazioni, gli allievi gli domandarono: “come avete potuto sopportare tante indegnità? Perché non avete usato la vostra spada, pur sapendo che avreste potuto perdere la lotta, invece di mostrarvi codardo di fronte a tutti noi?”. “ Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono?” domandò il vecchio samurai. “ A chi ha tentato di regalarlo”, rispose uno dei discepoli. “ Lo stesso vale per invidia, rabbia, insulti e provocazioni“, disse il maestro: “Quando non sono accettati, continuano ad appartenere a chi li porta con sé”. 

Cerchiamo di far crescere il nostro Self-Control...per un mondo migliore...


sabato 21 febbraio 2015

Writers o vandali ?




Il graffitismo (in inglese graffiti), è una manifestazione artistica, sociale e culturale diffusa in tutto il pianeta, basata sull'espressione della propria creatività tramite interventi pittorici sul tessuto urbano, questi in ogni caso vengono considerati atti di vandalismo e puniti secondo le leggi vigenti. Talvolta è correlato ad essa l'atto dello scrivere il proprio nome d'arte (tag) diffondendolo come fosse un logo. Il fenomeno, ricordando la pittura murale (murales - disegni su muro), è da alcuni ad essa accostato, e costituisce un atto di vandalismo, poiché numerosi graffitisti (in inglese writer) imbrattano, spesso impunemente, mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico.

In Italia, il codice penale all'art. 639 Deturpamento e imbrattamento di cose altrui recita:

« Chiunque, fuori dei casi preveduti dall'articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 103. Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati, si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro. Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro.
Nei casi di recidiva per le ipotesi di cui al secondo comma si applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa fino a 10.000 euro.
Nei casi previsti dal secondo comma si procede d'ufficio. »









Foto di Via Venezia a Bari...purtroppo essendo proprietà privata, non possiamo chiedere al Sindaco di provvedere come sta facendo ultimamente...anche se devo dire...essendo la via in una zona storica...potrebbe tranquillamente intervenire...

Le "scuole di pensiero" si dividono, e se dalla parte di chi li criminalizza è facile annoverare amministrazioni comunali, proprietari di case e negozi che spesso si trovano muri e saracinesche imbrattate da tag, a favore dei graffiti ci sono molti ragazzi. Molti ragazzi infatti riconoscono ai graffiti una funzione di abbellimento di zone urbane che altrimenti risulterebbero grigie e anonime. La pratica è maggiormente condannata invece quando si toccano monumenti e beni pubblici. Ed è proprio per la tutela di questi beni che molti comuni italiani si sono mossi per cercare di arginare il fenomeno dell'imbrattamento. Nel panorama italiano però si levano anche voci contro corrente: non mancano i comuni che hanno aperto le porte ai graffitari, organizzando manifestazioni e cedendo loro spazi per realizzare i loro disegni, che in alcuni casi non possono non essere considerati opere d'arte vere e proprie.

In Argentina l'arte di strada è stata duramente perseguita sotto la dittatura militare durata dal 1976 al 1983, l'apertura del paese inizia con la debacle della guerra delle Malvine, e da allora l'applicazione della legislatura si è allentata concedendo l'arte di strada come sistema di espressione del popolo.

Ovviamente io sono a favore di graffiti che abbeliscono muri che tagliano la città...come queste in via Guarnieri...



Oppure graffiti politici...l'importante che non imbrattino muri storici o privati...


Vandali delle bombolette a Bari vecchia, Amiu al lavoro per ripulire le scritte

"Abbiamo speso dei soldi per rimuovere le scritte - ha commentato il sindaco Decaro annunciando l'intervento - soldi di tutti che potevano essere sicuramente utilizzati meglio e per fare altro: per comprare giostrine per i giardini della città ad esempio o nuovi cestini per le carte per strada. Guardate com'è bella via Venezia pulita. Ora chiedo a tutti i cittadini che amano Bari di aiutarmi a mantenere questi muri così, noi dobbiamo essere di più degli incivili".
Dopo aver appreso delle scritte rosse sulla Basilica, Decaro aveva commentato, sempre su Facebook:  "Esistono baresi trogloditi, che odiano talmente la loro città da arrivare a sporcare i muri della Basilica del Santo Patrono. Ed esistono baresi perbene, come le donne della città vecchia che lavano la strada pubblica davanti alla loro casa. I primi stanno sfidando i secondi. Ma io sono sicuro che non vinceranno questa battaglia di civiltà".




Potrebbe interessarti: http://www.baritoday.it/cronaca/vandali-delle-bombolette-a-bari-vecchia-amiu-al-lavoro-per-ripulire-le-scritte.html
Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/BariToday/211622545530190


domenica 8 febbraio 2015

Inciviltà


Guardate la foto sopra...


Notate qualche differenza ?


Si è aggiunto un incivile in più dove non si dovrebbe parcheggiare...


Incivile agg. [dal lat. tardo incivilis, comp. di in-2 e civilis «civile»]. –

1. Che possiede un grado di civiltà, materiale e spirituale, molto basso: popolazioni i. (è concetto e espressione conservati nel linguaggio com., cui corrispondono, nelle scienze sociali, le espressioni popoli sottosviluppati, popoli in via di sviluppo, popolazioni emergenti, e sim.).

2. Indegno di gente civile, contrario alla civiltà: costumi, leggi incivili. Più spesso, riferito a persona o al comportamento, che offende le norme della buona educazione, le consuetudini di reciproco rispetto, di cortesia e di urbanità nei rapporti sociali; quindi grossolano, screanzato, villano e sim.: un individuo i.; avere modi i.; gesto, azione i.; anche come sost.: sei un i., una i.; si sono comportati da incivili. ◆ Avv. incivilménte, in modo contrario alla civiltà o alla buona educazione: trattare, agire, comportarsi incivilmente.

Io sono di Bari...amo la mia città...ma qualcuno pensa di vivere in un mondo tutto suo...senza regole...dove può fare quello che vuole...senza rispettare il prossimo...

Lo stesso vale per chi possiede un cane e non raccoglie gli escrementi...spero proprio che lui la schiacci...io amo i cani, ma non i padroni sporcaccioni...


Domanda: ma se chi deve dare l'esempio non lo fa ?

video


“I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.” Sandro Pertini

"Gli Italiani non hanno bisogno di sermoni, gli Italiani hanno bisogno di esempi di onestà, di civiltà, di coerenza e di altruismo." Domenico Dante De Renzo

sabato 7 febbraio 2015

L'ipocrisia della Chiesa Cattolica


Così...i barboni...muoiono di fame asciutti !!!

Questa è pura ipocrisia...anche se potrebbe essere anche cattiveria pura o mavalgità...

Fonte wikipedia : L'ipocrisia (dal Greco ὑποκρίνομαι «fingere») è un atteggiamento, comportamento o vizio di una persona che volontariamente pretende di possedere credenze, opinioni, virtù, ideali, sentimenti, emozioni che in pratica non possiede. Essa si manifesta quando la persona tenta di ingannare altre persone con tali affermazioni, ed è quindi una sorta di bugia.