giovedì 23 marzo 2017

Cari genitori...


Dove iniziano (o finiscono) le responsabilità della scuola verso i propri alunni? A chi spetta insegnare determinati valori e buone maniere? In Italia, come nel resto del mondo, sono sempre più frequenti gli scontri tra genitori e insegnanti sui diritti e i doveri della scuola e dei bambini. Ed ecco che una scuola portoghese ha deciso di regolare queste periodiche diatribe una volta per tutte. Come? Affiggendo un cartellone a scuola, che ora sta facendo il giro del mondo. Il poster è stato postato anche sulla pagina Facebook della scuola e immancabilmente è diventato virale. 

Ecco il testo:

Vorremmo ricordarvi che parole magiche come ciao, prego, per favore, scusa e grazie devono essere apprese a casa.
Allo stesso modo, è a casa che i bambini devono imparare ad essere onesti, puntuali, diligenti, amichevoli e rispettosi verso il prossimo.
È a casa che imparano ad essere puliti, a non parlare con la bocca piena e a disporre dei rifiuti.
È a casa che imparano a essere ordinati, a prendersi cura delle proprie cose e a non toccare quelle degli altri.
A scuola, d’altra parte, si insegnano le lingue, la matematica, la storia, la geografia, la fisica, le scienze e l’educazione fisica. Noi rinforziamo l’educazione che i bambini ricevono a casa dai propri genitori.

 

mercoledì 22 marzo 2017

La casta dei sindacati


Non ci vuole nulla a creare una finta busta paga !!!

CGIL = CISL = UIL

Con questi stipendi, ovvio che fanno i loro interessi e non gli interessi dei lavoratori !!!

martedì 21 marzo 2017

Sei tu a decidere


Sei tu a decidere di essere felice..lo decidi quando tutto va a rotoli quando le persone che ami di piu' le hai perse in qualche modo o non hai saputo proteggerle..lo decidi mentre stai a guardare la tua vita che scorre come un fiume e non riesci a fermarla nei momenti piu' belli..e..tra una lacrima e un sorriso..tra respiri e sospiri..ti rendi conto che la felicita' in parole povere e' solo una decisione da prendere..dopo la migliore delle giornate e la peggiore delle nottate ti svegli e con occhi gonfi d'amore o di dolore sorridi al sole di un nuovo giorno...(Il Giardino delle FaVoLe)

sabato 18 marzo 2017

I 12 Segni Zodiacali













Mr. Robot (prima stagione in 6 minuti)

MR. ROBOT
 
Elliot Anderson, interpretato magistralmente da un allucinato Rami Malek, è un ragazzo molto intelligente, sensibile nonché estremamente introverso. Egli tende infatti ad erigere solidi muri intorno a sé che lo portano inevitabilmente all'isolamento sociale. Per evadere dalla dura realtà, estirpare le paranoie ed anestetizzare il proprio dolore esistenziale, fa quotidianamente uso di morfina. Ben conscio d'essere inibito dalla sostanza e lungi dal voler smettere di drogarsi, si limita a tenere a freno la dipendenza tramite il Suboxone. Il protagonista è un esperto informatico e nel tempo libero sfrutta infatti le proprie abilità per indagare nella sfera privata delle persone, giudicate dallo stesso come "computer da hackerare". Controllando minuziosamente mail, conti bancari, profili e cronologie, Elliot vuole scoprire la vera natura dei suoi bersagli al fine di denunciarli alla legge se da lui ritenuti malvagi.

Egli lavora come ingegnere informatico presso la AllSafe Security, azienda alle dirette dipendenze della E Corp, una potentissima multinazionale. Quest'ultima vanta un apparato espanso capillarmente in tutto il globo, tale da capitalizzare buona parte dell'economia mondiale. Non è però l'onesta e retta società con cui suole spacciarsi: un giorno i server dell'azienda vengono colpiti da un potente attacco informatico. Il protagonista agisce repentinamente sventando l'attentato all'ultimo secondo. Dopo aver fermato l'aggressione digitale nota un file riportante una parola: "fsociety.dat", la firma lasciata dal gruppo di hackers. Successivamente, in metropolitana, viene avvicinato da un uomo che si fa chiamare Mr. Robot, personaggio diretto e con chiari intenti insurrezionali che mirano ad abbattere i potenti, i corrotti e tutti coloro che antepongono il profitto personale al benessere dei cittadini. Egli, attraverso un incisivo discorso, esorta il protagonista ad unirsi alla causa del gruppo di hacktivisti chiamato Fsociety, lo stesso che aveva attentato ai server della multinazionale.

Tra distorte macchinazioni e diabolici intenti, Elliot dovrà decidere da che parte stare. Non sempre la giustizia è univoca: se da un lato, infatti, abbattendo la E Corp riuscirebbe a smascherare i potenti, dall'altro metterebbe in difficoltà brave persone, come la propria amica Angela che perderebbe così il lavoro. 
 

venerdì 17 marzo 2017

Laureata vs Diplomata

Sabina Berretta : catanese, dopo la laurea provò a entrare in università come custode. Ma non fu assunta. Poi, a 29 anni, vinse una borsa per il Mit di Boston. E non è più tornata indietro.

Valeria Fedeli : Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca...aveva detto che se vinceva il No....si sarebbe dimessa...invece è ancora lì...e non è neanche laureata.

W l'Italia !!!


giovedì 16 marzo 2017

Carta Igienica

 


Fareste a meno della carta igienica? A meno che non siate ecologisti incalliti (o incredibili zozzoni), la risposta è no. Eppure i rotoloni soffici, morbidi e resistenti come li conosciamo non esistono da sempre.

Dalla sabbia al rotolo. Dopo aver usato il gabinetto (un foro praticato in una roccia piatta), l’uomo del neolitico si detergeva nel più vicino ruscello. Ma gli archeologi non dicono cosa facesse nel gelo dell’inverno. Probabilmente foglie, ramoscelli, sassi non appuntiti.

Gli egizi si pulivano, sembra, con sabbia intrisa di oli profumati, mentre i popoli arabi e indiani si servivano della mano sinistra (ancora oggi è un insulto toccare un arabo o porgergli un oggetto con la sinistra, considerata impura). Si sa relativamente molto dei ricettacoli che i popoli antichi usavano per i loro bisogni, ma molto poco di come ci si pulisse dopo.

Pionieri della pulizia intima furono ancora una volta gli orientali: la prima apparizione di carta usata per pulirsi "lì" risale al XIV secolo, nella Cina dell'imperatore Zhu Yuanzhang. Ma, ahinoi, ci volle mezzo millennio prima che anche gli occidentali abbandonassero foglie, pezzi di vestiti, gomitoli di lana e fogli di giornale per cominciare a trattare con più delicatezza i propri "posteriori".


E se dovesse finire ?