martedì 25 aprile 2017

Chiedere scusa a volte non basta


Chiedere scusa a volte non basta. Bisogna anche vergognarsi.
Ferire una persona e chiedere scusa, non serve...ecco perchè :

- Prendi un piatto e tiralo a terra.

- Fatto.

- Si è rotto?

- Si.

- Adesso chiedigli scusa.

- Scusa.

- E’ tornato come prima?

- No.

- Adesso capisci?




lunedì 24 aprile 2017

Agnostico e apostata


In generale il termine agnostico (dal greco antico ἀ- (a-), "senza", e γνῶσις (gnōsis), "sapere", "conoscenza") indica un atteggiamento concettuale con cui si sospende il giudizio rispetto a un problema, poiché non se ne ha, o non se ne può avere, sufficiente conoscenza. In senso stretto è l'astensione sul problema del divino.

L'agnostico afferma cioè di non sapere la risposta, oppure afferma che non è umanamente conoscibile una risposta e che per questo non può esprimersi in modo certo sul problema esposto. Nello specifico questa posizione è solitamente assunta rispetto al problema della conoscenza di Dio. In forme del tutto secondarie e in disuso può anche riguardare l'etica, la politica o la società.

« Intorno agli dèi non ho alcuna possibilità di sapere né che sono né che non sono. Molti sono gli ostacoli che impediscono di sapere, sia l'oscurità dell'argomento sia la brevità della vita umana. » (citato in Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, libro IX, cap. VIII)


L'apostasìa (dal greco ἀπό apò «[lontano] da» e στάσις stàsis da ἵστημι ìstemi «stare, collocarsi») è l'abbandono formale e volontario dalla propria religione (in tale contesto si parlerà più propriamente di apostata della religione). All'apostasia può seguire sia l'adesione a un'altra religione (conversione) sia una scelta areligiosa (ateismo o agnosticismo).

In senso stretto, il termine è riferito alla rinuncia e alla critica della propria precedente religione. Una vecchia e più ristretta definizione di questo termine si riferiva ai cristiani battezzati che abbandonavano la loro fede.

Molte religioni considerano l'apostasia un vizio, una degenerazione della virtù della pietà nel senso che quando viene a mancare la pietà, l'apostasia ne è la conseguenza; spesso l'apostata viene fatto bersaglio di condanne spirituali (ad esempio la scomunica) o materiali ed è rifuggito dai membri del suo precedente gruppo religioso.

E il primo giorno, l’uomo creò Dio.
(Anonimo)


venerdì 21 aprile 2017

Mr. Robot Vs Religione


--Elliot, c’è qualcosa che vorresti condividere ?
-No amico, il mio sistema è in palla.
--Dio può aiutarti.
-E’ questo che fa Dio ? Ci aiuta ?


Mi dica, perché dio non ha aiutato il mio amico innocente che è morto senza alcun motivo, mentre il colpevole è a piede libero ? Ok, va bene, lasciamo stare i casi isolati. Cosa mi dice delle innumerevoli guerre dichiarate in Suo nome ? OK, va bene. Tralasciamo per un istante l'omicidio privo di ogni logica, va bene? Che ne dite della zuppa di foibe razziste, sessiste, nella quale continuiamo ad annegare per causa Sua ? E non mi riferisco solo a Gesù, mi riferisco ad ogni religione organizzata, gruppi esclusivi, creati per controllarci. Uno spacciatore che rende la gente dipendente dalla droga della speranza i cui seguaci non sono altro che drogati in cerca della loro dose di stronzate per assicurarsi la propria dopamina di ignoranza, tossici che hanno paura della verità, che non esiste nessun ordine, nessun potere, che tutte le religioni non sono altro che vermi nella mente in metastasi create per dividerci affinché sia più facile governarci, per quei ciarlatani che vogliono manovrarci. Per loro non siamo altro che fan boy pagati dalla loro serie di fantascienza scritta con i piedi. Se non do retta al mio amico immaginario, perché cazzo dovrei dare retta al vostro ? La gente pensa che la loro devozione sia la chiave per la felicità, ma è così che. Lui vi controlla. Neanche io sono abbastanza pazzo da credere a questa distorsione della realtà.

Quindi che si fotta Dio. Non è un capro espiatorio abbastanza buono per me.




mercoledì 19 aprile 2017

Come uscire dalla Matrix

1. Liberati dalle catene della religione

Dogmatica! La religione impone alla gente cosa credere e a cosa non credere, ciò che è buono e ciò che è male, ciò che è giusto e cosa è sbagliato. Così la religione impedisce alle persone di usare il proprio pensiero critico, la ricerca della verità (spiritualità) e raggiungere le proprie conclusioni.
Il risultato? Guerre e sofferenza da 2000 anni. Se desideri recuperare la tua individualità, inizia la tua personale ricerca della verità da zero e dentro di te.

2. Basta dare potere a un’autorità.

Ci è sempre stato detto di affidarci di quello e di quello ma mai nessuno ci ha insegnato ad affidarci di noi stessi. Cresciamo delegando la nostra felicità a chi ha più potere. Facciamo ciò che l’autorità ci dice di fare, votiamo politici che oltre a mentire sono anche loro stessi marionette manovrate molto molto bene da altre autorità più grandi.
Se vuoi davvero iniziare a riprogrammare il cervello e creare un cambiamento positivo nella tua vita e nel mondo, hai bisogno di smettere di dare il potere a pochi e assurdamente ritenerli responsabili per la tua vita e invece iniziare a prenderti la responsabilità del tuo destino, della tua storia, della tua vita.

3. Informati sul sistema economico attuale.

Il denaro è creato dal debito, creando così l’illusione della scarsità di risorse. Questo costringe le persone a competere sul mercato e a lavorare come schiavi salariati. Ciò si traduce inevitabilmente nella tremenda sofferenza e nel conflitto sociale che prevale in tutto il mondo.
Inoltre, il nostro sistema economico richiede alle persone di consumare senza fine in modo che il denaro continui a circolare, portandoci così a comprare continuamente cose che non ci servono
Se non ti piace questo tipo di vita e desideri creare un cambiamento positivo nella tua vita e nel mondo approfondisci questo discorso educando te stesso a risorse alternative, e educare te stesso su alternative e ambientalmente sostenibili.

4. Staccati dal materialismo.

Si ritiene che il denaro possa comprare tutto quello che serve e portare la felicità nella nostra vita. Ciò di cui abbiamo bisogno (oltre ovviamente a soddisfare bisogni come la sicurezza, l’alimentazione, ecc. che richiedono denaro) non sono né beni né servizi ma l’amore, l’amicizia e la creatività.
Vuoi riprogrammare il cervello? Investi del tempo per coltivare l’Amore dentro te stesso, per coltivare l’abbondanza nel tuo cuore e l’abbondanza riempirà la tua vita.

5. Sii consapevole di ciò che immetti nel tuo corpo.

Mangi salutare o mangi male? Mangiamo cibi pieni di zuccheri, conservanti e chi più ne ha più ne metta. Non mi soffermerò molto su questo punto. Siamo ciò che pensiamo? Sì. Siamo ciò che proviamo? Sì. Siamo ciò che mangiamo? Ancora sì…

6. Scegli con saggezza le tue fonti di notizie.

Se da oggi in poi scegli di evitare i telegiornali farai l’affare migliore della tua vita. Miliardi di bit di spazzatura, paura in meno nel tuo cervello.
Riprogrammare il cervello significa anche scegliere cosa immettere al suo interno.
Non farti problemi, tanto se succede qualcosa di grosso lo sai comunque in meno di 5 minuti da un’altra persona.
Leggi, formati, sperimenta. Cerca il bello intorno a te

7. Leggi leggi leggi.

Ci sono stati molti saggi nel tempo che hanno scritto i loro pensieri sui problemi della vita (e come possono essere superati). Ci sono state molte persone che hanno criticato il funzionamento della società e ci hanno offerto e ci offrono tuttora le loro intuizioni su come possiamo contribuire a creare un mondo più bello. I libri possono essere immensamente utili per aprire gli occhi e migliorare la qualità della tua vita. Leggili con cuore e con mentalità aperta

8. Fuggi dal gregge.

Tu sei un essere straordinariamente speciale, talentuoso, sei un essere unico e irripetibile. Purtroppo la società ha soppresso la nostra individualità fin dal giorno in cui siamo nati. Siamo stati programmati a dubitare di noi stessi e a fare in modo che ci consideriamo tali e quali agli altri. Da oggi staccati dal pecorame, chiediti cosa sai fare e migliorati migliroando gli altri. Ascolta la tua voce interiore e vivi davvero la vita che vuoi vivere!

9. Esprimi la Tua Creatività.

Un ottimo modo per riprogrammare il cervello è quello di concentrare la tua attenzione sulla creatività, ci sono molti modi per farlo. Siamo tutti nati creativi, ma piano piano la nostra creatività è stata soppressa così tanto che abbiamo quasi dimenticato che siamo esseri creativi. Ricordi quando eri bambino?! Essere creativi significa pensare fuori dagli schemi e vedere la vita da prospettive diverse. Renditi conto che tutto ciò che esiste prima è stato un’idea…. Pensaci.

10. Sviluppa consapevolezza.

L’ultimo consiglio che voglio darti è quello di imparare l’arte del vivere nel momento presente. Quando sei consapevole del qui e ora non sei una vittima del tuo passato e non sei vittima della preoccupazione del futuro. Ci sono molte tecniche di meditazione là fuori che possono aiutarti a diventare consapevole. Inizia ora non aspettare!

martedì 18 aprile 2017

Alessandro Orsini contro i media occidentali


La vera sfida, per Trump, è la Corea del Nord. Almeno per ora, la situazione in Siria non è destinata a riservare sorprese significative, avendo assunto una dimensione stabile nella sua tragicità. Putin non vuole rinunciare a Bassar al Assad, in base a un ragionamento strategico che rasenta la perfezione. La rimozione di Assad dal potere avvierebbe un processo politico, i cui esiti Putin non sarebbe in grado di controllare. Sostituire il presidente siriano significherebbe porre le premesse per una consultazione elettorale e la stesura di una nuova Costituzione, con tanto di elettori che si recano alle urne per eleggere e ratificare. Significherebbe, più semplicemente, rifondare un intero paese, sapendo che il blocco formato da Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita e Qatar, si batterebbe furiosamente per determinare l’elezione di un presidente a loro fedele che riduca l’influenza russa sulla Siria. Trump, e i suoi alleati regionali, chiedono la rimozione di Bassar al Assad per inserirsi nella vita politica siriana e conquistarla dall’interno. Putin lo sa ed è la ragione per cui Bassar al Assad è rimasto al potere. Lo Stato Islamico ha beneficiato di queste divisioni, che hanno rallentato e ostacolato il processo di riconquista delle roccaforti jihadiste. L’Isis è l’organizzazione terroristica più fortunata del mondo. 

Diverso è il caso della Corea del Nord, che consente di osservare il ruolo della paura nel mutamento internazionale. Fino a quando la paura è sotto controllo, la guerra è un pericolo potenziale. Quando si scatena, gli eserciti si mobilitano. La paura ha preso a correre il 29 gennaio 2002, quando George W. Bush inserì l’Iraq e la Corea del Nord tra i paesi dell’“asse del male”. Invaso l’Iraq − proprio con l’accusa di costruire la bomba atomica − la Corea del Nord si precipitò a sviluppare il suo programma nucleare, convinta che questo fosse l’unico modo per prevenire l’invasione americana. 
Per poter condurre una trattativa in favore della pace, occorre entrare nella mente dell’interlocutore, comprendere la sua paura più grande e neutralizzarla. Una trattativa è, in primo luogo, un’impresa psicologica basata sulla rassicurazione. Se, invece, si vuole condurre una trattativa in favore della guerra, occorre entrare nella mente dell’avversario per atterrirlo. Quale sia la paura del dittatore della Corea del Nord è presto detto: ha paura di morire come Saddam Hussein e Gheddafi. I suoi comunicati ufficiali non fanno altro che ripetere: “Gli Usa non tratteranno la Corea del Nord come hanno trattato Iraq e Libia”. Trump ha mobilitato una nave da guerra e la Cina ha interrotto i voli verso la Corea del Nord. La paura corre. 
La soluzione più vantaggiosa, per la Cina, sarebbe quella di assumere la guida di un tavolo negoziale, com’era già accaduto tra il 2003 e il 2007. Tuttavia, se Trump bombardasse la Corea del Nord all’improvviso, non è scontato che la Cina si schieri contro gli Stati Uniti. Per comprendere il senso di questa affermazione, occorre conoscere la caratteristica fondamentale del sistema internazionale, che è l’anarchia. Dal momento che nessuno Stato può mai essere sicuro delle intenzioni degli altri Stati, che da amici potrebbero trasformarsi in nemici, le potenze nucleari, che sono Usa, Francia, Inghilterra, Russia, Cina, Pakistan, Israele e India, non hanno un interesse che altri paesi acquisiscano la bomba atomica. Ad esempio, l’Italia è in ottimi rapporti con la Francia che, tuttavia, farebbe di tutto per impedire all’Italia di dotarsi di un’arma nucleare. Francesi e italiani sono oggi fratelli. Ma chi può garantire che lo saranno fino alla fine dei tempi? Gli statisti non possono prevedere il futuro. Nel dubbio, diffidano. In un sistema internazionale, basato sull’anarchia, lo statista perfetto è colui che non si fida di nessuno. Lo stesso discorso vale per i rapporti tra Cina e Corea del Nord. Alleati sì, ma fino a un certo punto. Infatti, il 30 novembre 2016, la Cina ha votato in favore di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu contro il quinto esperimento nucleare della Corea del Nord, insieme con Usa, Francia, Inghilterra e Russia. 
In realtà, i tempi per intavolare una trattativa ci sarebbero. Anche se la Corea del Nord mantenesse la promessa di realizzare un nuovo test nucleare nei prossimi giorni, l’intervento militare americano potrebbe essere rimandato. I vertici americani sanno che il vero problema non sono le testate nucleari, di cui la Corea del Nord già dispone, bensì la creazione di un missile balistico intercontinentale su cui caricarle, capace di raggiungere gli Stati Uniti. 
Quel missile non esiste ancora. Il tempo per realizzarlo coincide con il tempo per trattare. Purché si voglia entrare nella mente dell’avversario in favore della pace.

Alessandro Orsini (Domenica 17 aprile 2017, dalla rubrica ATLANTE)

Alessandro Orsini a Seven Sky Tg24


sabato 15 aprile 2017

False Flag Siria


False flag (in italiano operatività sotto falsa bandiera) è una tattica segreta condotta nell'ambito di operazioni militari o attività di spionaggio, condotte in genere da governi, servizi segreti, e agenzie d'intelligence, progettata per apparire come perseguita da altri enti e organizzazioni, anche attraverso l'infiltrazione o lo spionaggio di questi ultimi.
Essa deriva dall'espressione in lingua inglese false flag, ossia "bandiera falsa". L'idea è quella di "firmare" una certa operazione per così dire "issando" la bandiera di un altro stato o la sigla di un'altra organizzazione.
 
Ecco un video su come le presunte organizzazioni umanitarie (sostenitori dei "ribelli" cioè i terroristi, fornendogli supporto medico e logistico) ONG occidentali, producono le FAKE NEWS per rovesciare Presidenti di Stati Sovrani.